Bergianska trädgården: l'orto botanico di Stoccolma sul lago Brunnsviken
Orto botanico del 1791 sul lago Brunnsviken a Stoccolma: 9.000 specie, le ninfee giganti del Victoriahuset e pochissima affluenza turistica.
Foto: Holger Ellgaard (Public domain) — Wikimedia Commons
Nel quartiere di Frescati, all'estremità settentrionale del parco di Norra Djurgården, l'Orto Botanico Bergius (Bergianska trädgården) occupa una lingua di terra affacciata sul Brunnsviken, un lago salmastro a nord del centro di Stoccolma. È un giardino scientifico, non un parco d'attrazione: lo amministrano insieme l'Accademia Reale Svedese delle Scienze e l'Università di Stoccolma, e proprio la vicinanza al campus universitario lo rende un posto frequentato più da studenti e residenti che da turisti.
Le sue origini risalgono al 1791. I fratelli Bengt Bergius, storico e antiquario, e Peter Jonas Bergius, medico e naturalista, donarono la loro collezione e il loro giardino all'Accademia delle Scienze. L'orto si trovava in origine accanto alla loro residenza lungo Karlbergsvägen, nell'attuale Vasastaden; nel 1885 fu trasferito qui a Frescati perché l'area originaria era destinata all'edilizia. Da allora il direttore dell'istituzione porta il titolo storico di "Professor Bergianus", una carica nata con il botanico Olof Swartz.
Oggi la collezione raccoglie oltre 9.000 specie distribuite tra aiuole all'aperto e serre. Camminando si attraversano sezioni tematiche: il giardino italiano terrazzato, l'orto delle piante utili e officinali, il roseto, lo stagno. Buona parte del fascino sta nel paesaggio attorno: i sentieri scendono verso il Brunnsviken e l'acqua resta quasi sempre in vista, con la possibilità di proseguire a piedi lungo le rive verso il resto del parco reale. È un orto da percorrere con calma, leggendo i cartellini, più che da fotografare in mezz'ora.
I due edifici principali sono entrambi visitabili. Il Victoriahuset è la serra storica costruita per ospitare le ninfee giganti del genere Victoria, le cui foglie circolari galleggianti possono superare il metro di diametro: è il momento clou della visita, soprattutto in estate quando le piante sono nel pieno della crescita. Poco distante, la grande serra moderna intitolata a Edvard Anderson raccoglie la flora delle regioni a clima mediterraneo e arido, ed è una destinazione apprezzata nei mesi freddi proprio perché offre verde e tepore quando fuori a Stoccolma è buio presto. Le serre hanno un biglietto d'ingresso, mentre il parco all'aperto è ad accesso libero.
Il motivo per cui resta defilato è semplice e quasi geografico: si trova oltre il Museo svedese di storia naturale, in una zona che la maggior parte dei visitatori associa al campus e ai musei, non a una passeggiata botanica. Chi arriva a Stoccolma per Gamla Stan, Vasa e Skansen difficilmente spinge fin qui, e così l'orto rimane soprattutto un giardino di quartiere, dove la gente del posto viene a leggere, correre o portare i bambini.
Arrivarci è comodo: la metropolitana, linea rossa direzione Mörby centrum, ferma alla stazione Universitetet, da cui l'ingresso è raggiungibile a piedi in pochi minuti; in alternativa serve la stessa fermata il trenino Roslagsbanan. Le coordinate dell'orto sono 59.36944, 18.04558. Il periodo migliore va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno, quando le aiuole all'aperto e le ninfee del Victoriahuset danno il meglio; in inverno la visita ha comunque senso puntando sulle serre. Conviene controllare gli orari aggiornati sul sito ufficiale prima di andare, perché parco e serre seguono calendari diversi.