Il Budai Arborétum di Budapest: un orto botanico universitario ai piedi del Gellért
Orto botanico di 7,5 ettari sul Gellért a Budapest: 2000 specie legnose, il più vecchio albero di ferro persiano d'Ungheria, ingresso libero.
Sul versante meridionale del Gellért, nell'XI distretto di Budapest (zona Lágymányos), un cancello su Villányi út immette in 7,5 ettari di giardino che quasi nessun turista include nel proprio itinerario. È il Budai Arborétum, l'orto botanico del campus di Buda dell'Università Ungherese di Agraria e Scienze della Vita (MATE), e funziona ancora come spazio didattico per gli studenti di orticoltura e architettura del paesaggio.
La storia spiega perché si trova proprio qui. Per secoli queste pendici furono coperte di vigneti, spazzati via dalla fillossera a fine Ottocento. Già prima, durante l'era Bach, il medico e orticoltore Ferenc Entz (1805-1877) — che era stato medico militare nella guerra d'indipendenza del 1848 — vi aveva fondato un istituto di formazione per la viticoltura e l'orticoltura. Da quel nucleo è cresciuto l'arboreto attuale. Nel Giardino Superiore le prime piantumazioni risalgono al 1893, il che porta gli alberi più anziani vicino ai 130 anni di età. L'area è riserva naturale protetta dal 1975 e giardino storico tutelato dal 2005.
Il giardino è diviso in due parti dal carattere diverso. Il Giardino Inferiore (Alsó Kert), delimitato da Villányi út, Szüret utca e Ménesi út, ha l'ingresso principale e una disposizione più ordinata. Il Giardino Superiore è quello degli esemplari rari e vecchi: qui vive il più vecchio albero di ferro persiano (Parrotia persica) d'Ungheria, insieme alla più vecchia quercia del Libano (Quercus libani) del paese. La collezione complessiva conta quasi 2000 specie e varietà di piante legnose ornamentali, centinaia di bulbose e circa 250 erbacee perenni.
Il merito è anche del microclima. La conca riparata e calda ai piedi della collina permette di tenere all'aperto specie mediterranee che altrove in Ungheria non sopravvivrebbero: fichi, melograni, querce sempreverdi. Camminando lungo i sentieri si notano dettagli che raccontano un'altra storia: l'arboreto fu teatro di combattimenti durante l'assedio di Budapest nella Seconda guerra mondiale, e su alcuni tronchi sono ancora visibili i segni di proiettili e schegge. La ricostruzione dal 1949 è legata al nome di Mihály Nádasi; un nuovo impianto di irrigazione del 1963 consentì di introdurre piante più esigenti. Dal 2006 il giardino è anche "Bird-Friendly Garden", riconoscimento ottenuto con i volontari di BirdLife Hungary: aspettatevi canto di uccelli più che voci di gruppi in visita.
Perché resta poco frequentato? Semplice posizione: chi sale al Gellért punta alla cittadella e ai panorami sul Danubio, e raramente scende sul fianco sud verso un campus universitario. Il risultato è un'oasi silenziosa a pochi minuti dai monumenti più affollati.
Come arrivarci: l'ingresso principale è su Villányi út 29-43, ben servito da tram e autobus lungo Villányi út e la vicina Bartók Béla út. A piedi è raggiungibile dalle terme Gellért. L'arboreto è aperto stagionalmente, indicativamente dal 1° marzo al 23 ottobre, in genere dalle 9:00 alle 19:00, con ingresso gratuito quando non ci sono eventi. Essendo area protetta, conviene verificare orari e chiusure sul sito ufficiale (budaiarboretum.uni-mate.hu) prima di andare.
I periodi migliori sono la primavera (da maggio) e l'autunno (settembre-ottobre), quando fioriture e foliage danno il meglio. Portate scarpe comode: i sentieri sono in pendenza e in terra battuta, fedeli alla natura di collina del luogo.