Keppel Hill Reservoir: il bacino coloniale che Singapore aveva dimenticato (e cancellato dalle mappe)
Bacino del 1905 inghiottito dalla giungla dietro il Seah Im Bunker, sparito dalle mappe di Singapore fino al 2014. Come arrivarci.
Dietro la collina di Telok Blangah, ai piedi del Mount Faber, c'è uno specchio d'acqua verde che per decenni nessuna mappa ufficiale di Singapore ha registrato. Il Keppel Hill Reservoir è un piccolo bacino artificiale di epoca coloniale: superficie di circa 625 metri quadrati (più o meno un terzo di una piscina olimpionica), profondità media intorno ai due metri. Oggi è circondato dalla vegetazione tropicale e raggiungerlo richiede un tratto di sentiero non segnalato.
La storia è documentata e vale la pena conoscerla prima di andare. Il sito compare nei registri nel 1905 come riserva idrica legata alla centrale del porto, a servizio del bacino di carenaggio di Tanjong Pagar; nel 1906 l'acqua veniva incanalata anche verso un ospedale a Pasir Panjang. Una mappa del Singapore Harbour Board del 1924 lo indica come il più grande di tre piccoli bacini alla base del Mount Faber. Durante l'occupazione giapponese (1942-1945) gli ufficiali lo usarono come piscina. Poi il declino: la capacità era modesta, l'acqua serviva sempre meno, e già nel 1954 il bacino non figurava più come riserva sulle carte topografiche. Entro il 2000 il suo contorno era scomparso del tutto dalle mappe.
Il luogo ha anche un lato cupo, che spiega i vecchi cartelli arrugginiti che vietano la balneazione. Il 6 aprile 1936 due soldati britannici del Middlesex Regiment, Alfred Birch e Francis Hubbard, annegarono qui: Hubbard morì tentando di salvare il commilitone. Un secondo annegamento è documentato il 26 marzo 1948. Da allora il bacino fu di fatto interdetto e lasciato a se stesso.
La "riscoperta" è recente. Nel 2005 un gruppo di ricercatori guidato da Charles Goh lo ritrovò mentre cercava la tomba di un ingegnere navale giapponese poco distante. Il riconoscimento ufficiale arrivò solo il 17 settembre 2014, quando una squadra del National Heritage Board guidata dal dottor John Kwok lo censì come sito storico, segnalando il valore dei materiali e delle tecniche costruttive coloniali fatte a mano. È stato questo passaggio a riportarlo, lentamente, all'attenzione di escursionisti e fotografi locali.
Cosa si vede davvero: l'acqua ferma color verde-smeraldo trattenuta dalla diga, i resti del trampolino e dell'area balneare di un tempo, i vecchi cartelli di avviso e la vegetazione che ha ripreso tutto. Non ci sono recinzioni, passerelle, illuminazione né alcun servizio. Le sponde sono scivolose e il terreno spesso fangoso: scarpe da trekking sono indispensabili e conviene tenersi a distanza dal bordo dell'acqua.
Come arrivarci: il punto di riferimento è il Seah Im Bunker, vicino al Seah Im Carpark e alla stazione MRT di HarbourFront (zona VivoCity). Da lì parte un sentiero sterrato non segnalato che sale tra gli alberi dietro il bunker; dopo pochi minuti di cammino si arriva al bacino. Non aspettarti cartelli direzionali: è utile avere le coordinate (1.2716, 103.8197) sul telefono. Si può abbinare la visita a una salita al Mount Faber o alle tombe storiche nei dintorni, tra cui quella dell'ingegnere giapponese Ekasa Komoto; la vicina No. 11 Keppel Hill House non è invece accessibile al pubblico.
Quando andare: Singapore è equatoriale e umida tutto l'anno, ma i mesi relativamente più asciutti (tra febbraio e aprile) rendono il sentiero meno fangoso e più sicuro. Vai al mattino, con scorta d'acqua e repellente per zanzare, e porta via tutto ciò che porti: il sito non ha cestini né manutenzione. È un frammento di storia coloniale lasciato alla giungla, a un quarto d'ora di cammino da uno dei nodi turistici più affollati della città.