Roma, Lazio, Italia

Il Passetto del Biscione: il portico segreto a due passi da Campo de' Fiori

Nascosto tra Campo de' Fiori e via di Grotta Pinta, un breve passaggio coperto custodisce affreschi votivi e la leggenda della Madonna che apri gli occhi: lo attraversano in pochi, quasi tutti per caso.

Il Passetto del Biscione: il portico segreto a due passi da Campo de' Fiori

Foto: Sordelli (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

A pochi metri da Campo de' Fiori, dove ogni mattina la folla si accalca tra banchi e fotografie, si apre un varco che quasi nessuno nota. Il Passetto del Biscione e un breve passaggio coperto che collega Piazza del Biscione con via di Grotta Pinta, sotto il Palazzo Orsini Pio Righetti. Chi lo imbocca lascia in pochi passi il chiasso del mercato per ritrovarsi in una penombra silenziosa, sospesa e fuori dal tempo.

La sua forma curva non e casuale: il passaggio segue le antiche fondazioni del Teatro di Pompeo, il primo teatro stabile in pietra di Roma, inaugurato in eta repubblicana. Camminare qui significa appoggiare i piedi su una geometria vecchia di duemila anni, sopravvissuta sotto strati di palazzi, botteghe e abitudini. Pochi, tra chi passa, sanno di star attraversando il guscio di un monumento svanito.

La volta e le pareti sono coperte da affreschi votivi: cherubini, finte colonne, ghirlande, una decorazione popolare e devota che trasforma il sottopasso in una piccola cappella all'aperto. Al centro fu collocata per lungo tempo un'immagine mariana, la Madonna della Divina Provvidenza, meta di una devozione intensa. La tradizione racconta che il 9 luglio 1796 la Madonna avrebbe mosso gli occhi, e per quel prodigio il luogo divenne uno dei piu visitati della citta.

Da questo angolo cosi defilato nasce, secondo la tradizione popolare, il modo di dire romanesco legato alla difficolta di ritrovare l'immagine pur essendo a pochi passi: cercarla diventava come andare a "cercare Maria per Roma". Per decenni il Passetto e stato un anfratto buio e dimenticato, finche un intervento di restauro promosso nel decennio scorso ne ha riportato alla luce i colori e la storia.

Oggi resta uno di quei luoghi che premiano chi rallenta. Non chiede biglietti, code o prenotazioni: basta deviare di pochi metri dalla rotta turistica e alzare lo sguardo. Attraversalo a piedi, senza fretta, e lascialo com'e: silenzioso, intatto, segreto.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide