Al-Darb al-Ahmar, Il Cairo, Egitto

Il Mevlevi Sama Khane del Cairo: il teatro circolare dei dervisci dietro un portoncino di al-Darb al-Ahmar

A Il Cairo, dietro la Moschea di Sultan Hassan, una sala circolare in legno dove danzavano i dervisci Mevlevi: il Museo Mevlevi.

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Foto: Mr. Theklan (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Consigli pratici

  • 🅿️ Dove parcheggiare: Il quartiere ha vicoli stretti e poco adatti alle auto: meglio arrivare in taxi/Uber e lasciare l'auto fuori dalla zona storica, proseguendo a piedi.
  • ⏱️ Quanto tempo serve: Bastano 1-2 ore per la visita a un ritmo tranquillo, tra madrasa e sala dei dervisci.
  • ⚠️ Errori da evitare: Verificare in anticipo giorni e orari di apertura del museo prima di andare: per piccoli siti come questo le informazioni online possono essere datate o gli orari ridotti rispetto ai grandi musei del Cairo.

Nella Cairo islamica, lungo Shari' al-Suyufiyya nel quartiere di al-Darb al-Ahmar, c'è un portoncino che non promette niente. Niente facciata monumentale, niente cartelli vistosi. Eppure varcandolo si entra in uno degli interni più strani e belli della città: il Mevlevi Sama Khane, la sala rituale dei dervisci rotanti, costruita sopra una madrasa mamelucca del Trecento. È catalogato ufficialmente come Madrasa di Amir Sunqur Sa'di e oggi funziona come Museo Mevlevi (Museo Mawlawiyya).

La madrasa mamelucca

Il sito è stratificato come una cipolla. La struttura originaria è una madrasa con ribat (convento femminile) e mausoleo, fatta costruire tra il 1315 e il 1321 dall'amir mamelucco Sunqur Sa'di, segretario dell'esercito sotto il sultano al-Nasir Muhammad. Sunqur non vi fu mai sepolto: cadde in disgrazia e fuggì a Tripoli nel 1323, e nella camera funebre finì invece lo sceicco Hasan Sadaqa, da cui il nome alternativo dell'edificio. Le murature sono in pietra ablaq, la tecnica mamelucca a corsi alternati chiari e scuri, e si sviluppano attorno a un sahn (cortile centrale) con ampi iwan voltati e stanze minori tutt'intorno — lo schema classico della madrasa cairota. Vale la pena guardare le iscrizioni in stucco del mausoleo: sono tratte dalle Maqamat di al-Hariri, letteratura profana, una scelta insolita per un monumento funebre islamico. La stessa decorazione a stucco intagliato, con arabeschi e citazioni letterarie sul tamburo della cupola, ricopre anche l'esterno del mausoleo e del minareto: un lusso decorativo raro per l'architettura mamelucca, di solito più sobria all'esterno. Oggi della madrasa originaria resta solo una parte: i Mevlevi costruirono le loro strutture proprio sopra l'impianto trecentesco, inglobandolo.

La sala dei dervisci

La parte che lascia a bocca aperta arriva dopo. Nel 1607 il complesso fu donato all'ordine sufi dei Mevlevi (i "dervisci rotanti", originari della Turchia di Rumi) da un pascià ottomano yemenita, Yusuf Sinan. Sopra l'antico cortile della madrasa, nel 1810, i Mevlevi costruirono la semahane: una grande sala in legno in stile barocco ottomano, 15 metri per 15, con al centro un piano circolare di danza di 10,65 metri sotto un'ampia cupola. È qui che girava la cerimonia del sama, la rotazione rituale che nella cosmologia sufi evoca il moto degli astri e la ricerca dell'unione mistica. Una galleria su due piani corre tutt'intorno, e la cupola è dipinta — la decorazione risale al 1857 — con paesaggi, giardini, uccelli e un'iscrizione araba circolare al vertice. L'effetto, dal centro del pavimento, è quello di stare dentro un carillon a grandezza naturale. Nel suo periodo di massima diffusione, l'ordine Mevlevi contava oltre un centinaio di tekke (conventi) sparsi in tutto l'impero ottomano, da Belgrado ad Atene, dalla Mecca a Damasco e Baghdad: quello del Cairo era uno snodo di questa rete, non un caso isolato. I dervisci rimasero qui fino al 1945.

Il restauro

Il restauro è una storia egiziano-italiana. Gli scavi partirono negli anni Settanta con una missione italiana; il museo aprì nel luglio 1988, e nuovi lavori tra il 2002 e il 2007 riportarono alla luce il cenotafio marmoreo di Sunqur, rimasto inutilizzato al centro della camera. Negli ambienti dell'antico ribat ha oggi sede il Centro italo-egiziano per il restauro e l'archeologia. Sopra tutto svetta un minareto di pietra alto 32 metri, a fusto quadrato con cappello sfaccettato a profilo ogivale, parente stretto di quello della tomba di Salar e Sangar al-Gawli — entrambi tipici dell'architettura mamelucca del periodo bahrita.

Come arrivare

Come arrivarci: l'indirizzo è 31 Shari' al-Suyufiyya (al-Soufeya), al-Darb al-Ahmar, accanto al Palazzo dell'Amir Taz. Il punto di riferimento è la grande Moschea di Sultan Hassan, sull'omonima piazza ai piedi della Cittadella: da lì si imbocca la via laterale e si cammina pochi minuti tra i vicoli. Non confondere il sito con la moschea di Sultan Hassan stessa, che è un altro monumento. In metro, la stazione più vicina è Ataba (linea 2), da cui servono un breve taxi oppure una ventina di minuti a piedi attraverso il quartiere. Al-Darb al-Ahmar fa parte del sito UNESCO della Cairo storica ed è stato oggetto, dalla fine degli anni Novanta, di un ampio programma di recupero urbano guidato dall'Aga Khan Trust for Culture, lo stesso che ha realizzato il vicino parco di al-Azhar e restaurato le mura ayyubidi: è per questo che nel raggio di pochi isolati si concentrano monumenti ben tenuti come la Moschea Blu (Aqsunqur) e la moschea di Umm al-Sultan Sha'ban, oltre a botteghe artigiane storiche (rame, vetro, tende e tessuti). Conviene combinare la visita con il vicino Palazzo Amir Taz e con il resto del quartiere monumentale. Per la sola semahane bastano 45 minuti-un'ora con calma; con Palazzo Amir Taz si arriva facilmente a mezza giornata. Verifica gli orari sul posto o presso il Ministero del Turismo e delle Antichità, perché possono cambiare; il biglietto è quello dei siti minori dell'antichità islamica. La luce migliore per la cupola dipinta è quella diurna piena, quindi punta sulla mattina. I mesi più ragionevoli per camminare nella Cairo islamica sono quelli freschi, da ottobre ad aprile: in estate il caldo nei vicoli è impegnativo.

Info pratiche

Qual è il periodo migliore per visitare Il Mevlevi Sama Khane del Cairo?

Il periodo consigliato è ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile, quando è meno affollata.

Il Mevlevi Sama Khane del Cairo è affollata?

Il Mevlevi Sama Khane del Cairo è una meta quasi deserta rispetto alle destinazioni più turistiche.

Dove si trova Il Mevlevi Sama Khane del Cairo?

Il Mevlevi Sama Khane del Cairo si trova in Al-Darb al-Ahmar, Il Cairo, Egitto.

Come arrivare

  • 🚆 Stazione più vicina: سعد زغلول ~2 km in linea d'aria
  • ✈️ Aeroporto più vicino: Aeroporto Pitagora di Crotone CRV ~1634 km in linea d'aria

Punti più vicini in linea d'aria (fonte OpenStreetMap): i tempi reali dipendono dalle strade, spesso di montagna.

Adatto a: Ottobre Novembre Dicembre Gennaio Febbraio Marzo Aprile

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