Plaka, Atene, Grecia

Il konaki dei Benizelos: la casa più antica di Atene, dietro un muro di Plaka

La casa più antica di Atene è un konaki ottomano a Plaka: torchio per il vino, cortile con pozzo e ingresso gratuito al civico 96 di via Adrianou.

Il konaki dei Benizelos: la casa più antica di Atene, dietro un muro di Plaka

Al numero 96 di via Adrianou, nel cuore di Plaka, un alto muro di pietra chiude alla vista un cortile e un edificio a due piani che quasi nessuno dei passanti nota. È l'Archontiko Benizelon, la dimora dei Benizelos, considerata la casa più antica sopravvissuta ad Atene e l'unico esempio rimasto in città di konaki: la residenza urbana signorile tipica delle città sotto dominio ottomano. La struttura attuale fu costruita all'inizio del XVI secolo e rimaneggiata alla fine del XVII, e mette in fila secoli che di solito ad Atene si saltano: tra l'Acropoli classica e la città neoclassica dell'Ottocento c'è di mezzo proprio questo, l'epoca ottomana, quasi cancellata dal tessuto urbano.

La casa apparteneva ad Angelos Benizelos, esponente di una famiglia aristocratica ateniese e padre di Paraskevi, poi divenuta monaca e nota come santa Filotea: rimasta vedova giovanissima, fondò un monastero non lontano da qui, dove oggi sorge l'Arcidiocesi di Atene. Per questo l'edificio è conosciuto anche come Casa di santa Filotea. La proprietà passò al Ministero della Cultura nel 1972 e all'Arcidiocesi nel 1999; il restauro del 2008-2009 puntò a conservare il carattere di dimora nobiliare pre-rivoluzionaria, e il museo ha aperto al pubblico solo nel febbraio 2017. È quindi un sito recente, e questo spiega in parte perché resti fuori dai giri pur trovandosi in pieno quartiere turistico.

Quello che si vede una volta varcato il portone è concreto e poco "da museo". L'edificio è un rettangolo di circa 9,3 per 23,7 metri, con il piano terra in pietra e il piano superiore in gran parte ligneo: sopra corre lo hayati, la veranda coperta ad arcate che dà sul cortile, e si raggiungono gli ambienti interni come l'ontas, la sala di rappresentanza. Al piano terra ci sono tre stanze e un portico: le prime due conservano i pithoi, le grandi giare interrate, e un sistema di torchio per produrre vino. Nel cortile c'è un pozzo. Da un passaggio accanto alla terza stanza si arriva alla corte posteriore, dove affiorano i resti di un muro tardo-romano databile al 267 d.C.: un altro strato di città dentro la stessa proprietà.

L'allestimento è asciutto ma ben fatto: pannelli in greco e inglese, proiezioni video e qualche postazione interattiva raccontano sia l'edificio sia la vita di un'Atene ottomana di cui resta pochissimo. La visita è breve, una mezz'ora o poco più, e funziona bene come pausa mentre si gira Plaka. L'ingresso è gratuito; è apprezzata una piccola offerta, devoluta a fini benefici.

Arrivarci è semplice e a piedi. La fermata di metropolitana più comoda è Monastiraki (linee blu e verde), a circa 400 metri, cinque minuti di cammino lungo Adrianou; da piazza Syntagma si arriva in meno di dieci minuti. Conviene programmare la visita con attenzione agli orari: il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, ma le fasce orarie sono limitate e in passato sono cambiate anche a seconda della stagione, quindi è il caso di verificare sul sito ufficiale prima di presentarsi al portone. Per il resto, basta alzare lo sguardo dal flusso di negozi di souvenir di via Adrianou: il muro di pietra al civico 96 è lì da cinque secoli.

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