Il giardino giapponese di Ken Nakajima al Setagaya Park, Döbling (Vienna)
Un giardino giapponese autentico nel 19° distretto di Vienna: stagni, padiglione del tè e aceri, nato da un gemellaggio con Tokyo.
A Vienna, nel quartiere residenziale di Döbling (19° distretto), salendo verso la collina della Hohe Warte, c'è un giardino che molti viennesi conoscono ma che raramente compare negli itinerari dei visitatori stranieri: il Setagayapark. È un giardino giapponese vero, non una decorazione esotica improvvisata: lo ha progettato nel 1992 il paesaggista Ken Nakajima, e fu inaugurato nel maggio di quell'anno. Nasce da un legame concreto: il gemellaggio tra il distretto viennese di Döbling e Setagaya, un distretto della metropoli di Tokyo. I circa 4.000 metri quadrati del parco sono la traduzione fisica di quell'accordo di amicizia tra le due città.
L'ingresso dà subito il tono. Si passa sotto un cancello di bambù realizzato nello stile Tokusabari, ispirato al giardino del palazzo imperiale di Shugakuin a Kyoto. Poco oltre, una pietra incisa porta la parola "Furomon", che rimanda all'idea di paradiso. L'impostazione non è casuale: Nakajima progettò lo spazio perché chi entra rallenti il passo e osservi, più che fotografi e basta.
Dentro, il giardino si sviluppa attorno all'acqua. Ci sono diversi stagni collegati da ruscelli e piccole cascatelle, attraversati da un ponte da cui si vedono le carpe koi nuotare sotto la superficie. Vicino allo stagno principale sorge un padiglione del tè in stile tradizionale. Disseminati tra la vegetazione ci sono una lanterna di pietra in stile "Yukimi" (il tipo basso, pensato per riflettersi sull'acqua e reggere la neve), sculture in pietra, una pagoda lapidea e una fontana. All'ingresso, una poesia scolpita nella pietra completa l'insieme.
La parte botanica è ciò che rende il Setagayapark diverso a seconda di quando ci si va. Le piantumazioni sono studiate: aceri giapponesi, ciliegi ornamentali, azalee e specie da terreno umido. Il risultato è un giardino che cambia volto con le stagioni. In aprile, durante la fioritura dei ciliegi, è nel suo momento più scenografico; in ottobre gli aceri virano al rosso. Vale la pena tenere conto del calendario: il parco è stagionale. Apre dal 1° marzo al 31 ottobre, tutti i giorni dalle 7 del mattino, e resta chiuso nei mesi invernali (dal 1° novembre al 28 febbraio) e in caso di maltempo invernale. Gli orari di chiusura variano nel corso dell'anno, dalle 18 di marzo fino alle 21 nei mesi centrali dell'estate. I cani non sono ammessi.
Per arrivarci: l'indirizzo è Gallmeyergasse 4, 1190 Vienna. Dal centro si prende il tram 37 in direzione Hohe Warte. Si può salire a Schottentor (vicino alle linee metropolitane U2 e U4) oppure a Nussdorfer Straße (linea U6). Si scende nella parte alta di Döbling e in pochi minuti a piedi si è all'ingresso.
Perché resta poco frequentato dai turisti? Semplicemente per la posizione: è in un quartiere residenziale, lontano dall'asse Ring–Stephansdom–Schönbrunn dove si concentra quasi tutto il flusso di chi visita Vienna. Chi arriva fin qui di solito sono abitanti della zona, famiglie e qualcuno che lo ha trovato nelle liste dei luoghi meno ovvi della città. Un buon modo per chiudere la visita è abbinare una passeggiata in Döbling: il quartiere è noto per i suoi Heurigen, le osterie di vino, e per i panorami sulla città dalla collina della Hohe Warte.