Belgrano, Buenos Aires, Argentina

Il giardino andaluso di Larreta: l'Alhambra nascosta di Belgrano, Buenos Aires

Nella casa-museo di Enrique Larreta a Belgrano sopravvive il giardino andaluso ispirato all'Alhambra: bossi, fontane e maioliche a Buenos Aires.

Il giardino andaluso di Larreta: l'Alhambra nascosta di Belgrano, Buenos Aires

A un isolato dalla congestione di avenida Cabildo, all'angolo tra Juramento e Vuelta de Obligado nel quartiere di Belgrano, una facciata sobria nasconde mezzo ettaro di giardino che non ti aspetti di trovare in Sud America. È il Museo de Arte Español Enrique Larreta, e dietro alle sale di arte spagnola si apre un giardino andaluso disegnato sul modello dei giardini ispano-islamici di Granada.

La casa ha una storia stratificata. Fu costruita nel 1886 dall'architetto Ernesto Bunge; nel 1903 entrò nella famiglia di Enrique Larreta, scrittore e diplomatico, quando sposò Josefina Anchorena. Larreta è l'autore di "La gloria de Don Ramiro" (1908), romanzo ambientato nella Spagna di Filippo II e considerato uno dei vertici del modernismo ispanoamericano. Durante gli anni passati in Europa come diplomatico rimase folgorato dai giardini dell'Alhambra, e tornato a Buenos Aires trasformò il frutteto che circondava la quinta in un giardino di impianto andaluso. Dopo la sua morte la collezione e la casa passarono alla città: lo Stato municipale acquistò la proprietà nel 1961 e la riaprì come museo di arte spagnola nel 1962.

Il giardino è la ragione principale per venire fin qui. La struttura segue la logica ispano-islamica: sentieri stretti delimitati da siepi di bosso che formano un disegno labirintico, fatto per essere percorso lentamente. Tra le siepi crescono aranci, palme, ortensie e agapanti, e una glicine centenaria che a primavera copre una pergola. L'acqua, elemento cardine di questa tradizione, ritorna nelle fontane e nelle vasche, mentre le maioliche e i dettagli decorativi richiamano apertamente i modelli di Granada. È un giardino pensato come luogo di meditazione più che di passeggio scenografico, e si nota: anche con il museo aperto, qui dentro arriva poco rumore.

All'interno vale la pena dedicare tempo alla collezione che Larreta mise insieme nei suoi viaggi: tavole e dipinti, sculture lignee, mobili, ceramiche, armature e armi del Cinquecento, libri antichi. Le sale conservano l'atmosfera di casa abitata, e non a caso fu luogo di incontro per scrittori come Manuel Mujica Láinez, Manuel Gálvez, Horacio Quiroga ed Eduardo Mallea. È un museo che si visita in un'ora o poco più, il che lo rende facile da incastrare in una mattinata a Belgrano insieme alle Barrancas e alla zona del Chinatown porteño, a pochi passi.

Come arrivarci: l'ingresso è in Juramento 2291. La stazione della metro più comoda è Juramento, sulla linea D, a un paio di minuti a piedi; in superficie passa anche la linea ferroviaria Mitre con la stazione di Belgrano C. L'accesso principale non è adatto a persone con disabilità motoria: l'ingresso accessibile è in Vuelta de Obligado 2155, avvisando prima il personale.

Sugli orari conviene una verifica sul sito ufficiale prima di andare, perché variano e cambiano nel tempo: indicativamente il museo apre da mercoledì a lunedì, con il martedì di chiusura, e propone visite guidate nel pomeriggio; le visite guidate dedicate al solo giardino sono in genere il primo sabato del mese. Resta uno dei posti meno frequentati di Belgrano nonostante la posizione centrale: la maggior parte di chi cammina su Cabildo passa accanto al portone senza immaginare cosa ci sia dietro.

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