Heiligenkreuzerhof: il cortile barocco dell'Abbazia di Heiligenkreuz nel centro di Vienna
A pochi passi da Stephansplatz, un cortile barocco silenzioso con cappella e fontana, di proprietà dell'Abbazia di Heiligenkreuz.
A Vienna, tra Schönlaterngasse e Grashofgasse, una porta carraia si apre su un cortile che la maggior parte dei visitatori oltrepassa senza accorgersene. È il Heiligenkreuzerhof, nel primo distretto (Innere Stadt), a circa cinque minuti a piedi da Stephansplatz. Dall'esterno è solo un altro portone del centro storico; dentro è un quadrilatero porticato con facciate barocche, una fontana in pietra e muri che in estate spariscono sotto l'edera. È un Durchhaus, un edificio attraversabile: si entra da un lato e si esce dall'altro, e proprio per questo tanti lo usano come scorciatoia senza fermarsi.
Il complesso appartiene all'Abbazia cistercense di Heiligenkreuz, nel Wienerwald, fin dal XII-XIII secolo, e ne è tuttora proprietà. Il cortile è documentato già nel 1242 e viene spesso citato come una delle più antiche strutture abitative ancora in uso a Vienna: le volte delle cantine medievali risalgono a quell'epoca. L'aspetto attuale, però, è quello dato dalla grande ricostruzione barocca della seconda metà del Seicento, voluta dall'abate Klemens Schäffer tra il 1659 e il 1676. La forma definitiva — il cortile ad arcate, l'ala di tre piani su Schönlaterngasse con il portale e le finestre decorate — è del 1771. L'abbazia teneva qui una propria sede in città: l'abate vi alloggiava quando affari spirituali e politici lo trattenevano a Vienna per periodi lunghi.
L'elemento da non perdere è la Bernardikapelle, la cappella nell'angolo sud-est, intitolata a Bernardo di Chiaravalle e affacciata direttamente su Schönlaterngasse. Fu consacrata nel 1679 (una cappella più antica con la stessa dedicazione esisteva già, consacrata nel 1662) e custodisce un apparato decorativo dell'alto barocco. La pala dell'altare maggiore, con l'apparizione della Madonna a san Bernardo, è di Martino Altomonte, che visse nel Heiligenkreuzerhof fino alla morte; le sculture degli altari laterali e le statue dei santi patroni dell'Austria Inferiore e Superiore (san Leopoldo e san Floriano) sono di Giovanni Giuliani, maestro di Georg Raphael Donner; gli affreschi del soffitto sono di Antonio Tassi. La cappella, restaurata tra il 2001 e il 2003, è oggi chiesa rettorale dell'abbazia e viene usata anche per matrimoni.
Perché resta ignorato? Soprattutto per la posizione: chi arriva a Vienna gravita su Stephansplatz e sulla Kärntner Straße, e basta non sapere cosa c'è dietro quei portoni per non entrare. Il cortile è quasi sempre vuoto e l'ingresso è libero. La cappella invece è semi-pubblica: non ha orari fissi affidabili e spesso è chiusa, aperta in occasione di visite guidate, concerti o celebrazioni — conviene verificare in anticipo con il rettorato dell'Abbazia di Heiligenkreuz se si vuole vederne l'interno. Il cortile e i suoi portici, comunque, si visitano da soli e in qualsiasi momento.
Come arrivarci: dalla cattedrale di Santo Stefano si imbocca la Bäckerstraße e si prosegue nella Schönlaterngasse; il Heiligenkreuzerhof è sulla sinistra. Le fermate utili della metropolitana sono Stephansplatz (U1, U3), Schwedenplatz (U1) e Stubentor (U3), tutte a pochi minuti a piedi. Il momento migliore è la mattina presto: la luce entra di taglio nel cortile e si può fotografare senza nessuno intorno. Una sosta di un quarto d'ora, da incastrare tra la cattedrale e il canale del Danubio, restituisce un pezzo di Vienna monastica che sta esattamente sotto i piedi del centro turistico.