Greenacre Park, la cascata segreta di Turtle Bay a Manhattan
Greenacre Park, Turtle Bay: una cascata di 7,6 metri in un vest-pocket park al 217 E 51st St, dono dei Rockefeller nel 1971.
Foto: Jim.henderson (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Al numero 217 di East 51st Street, tra la Seconda e la Terza Avenue, una rientranza larga poco più di un negozio si apre tra le facciate di Turtle Bay. È Greenacre Park, un "vest-pocket park" di appena 591 metri quadrati: lo spazio di tre lotti che prima ospitavano un negozio, un garage e parte di una sinagoga. Chi cammina lungo la 51esima lo supera facilmente senza accorgersene, finché non sente l'acqua.
Il cuore del parco è una cascata di granito alta 7,6 metri che precipita sul fondo dello spazio. Non è un dettaglio decorativo: il suo scroscio costante copre il rumore del traffico di Midtown East, e questo è esattamente lo scopo. Sedersi su una delle sedie metalliche, ai tavolini disposti sui ripiani digradanti, significa avere davanti agli occhi il muro d'acqua e nelle orecchie un suono che cancella i clacson. Sopra, una pergola con lampade a raggi infrarossi tiene lo spazio frequentabile anche nelle giornate fredde. Le piante sono poche e scelte: aceti, robinie da miele (honey locust), azalee e viole del pensiero che cambiano la scena a ogni stagione.
Il parco è un dono. Lo finanziò Abby Rockefeller Mauzé, figlia di John D. Rockefeller Jr. e nipote del fondatore della dinastia, che lo fece aprire nell'ottobre del 1971 e ne affidò la cura alla Greenacre Foundation, che ancora oggi lo possiede e lo mantiene. È quindi uno spazio privato ma aperto al pubblico, gratuito. Il progetto porta la firma di Hideo Sasaki, all'epoca ex direttore del dipartimento di Architettura del Paesaggio ad Harvard, che lavorò in consulenza con l'architetto Harmon Goldstone. La composizione su livelli sfalsati nasce da quella mano: invece di un giardino piatto, una sequenza di terrazze che ti porta progressivamente verso l'acqua.
Nel febbraio 2018 Greenacre Park è stato iscritto al National Register of Historic Places, riconoscimento che certifica il suo valore come esempio di micro-spazio pubblico urbano. Eppure resta soprattutto un parco di quartiere: lo frequentano in media settecento persone al giorno, in larga parte chi lavora o vive nei dintorni e ci scende per la pausa pranzo. Per un turista che si muove tra Grand Central, le Nazioni Unite e il MoMA è una sosta che quasi nessuna guida mette in elenco, a pochi minuti a piedi dai grandi poli di Midtown.
Per arrivarci, la fermata di metropolitana più comoda è Lexington Avenue/51st Street (linee 6, E, M): da lì si percorre la 51esima verso est, oltre la Terza Avenue, e il parco è sulla destra. Conviene andarci nelle mezze stagioni, quando si può davvero stare seduti all'aperto a lungo: la primavera per le azalee in fiore, l'autunno per le robinie che ingialliscono. È piccolo, quindi pensalo come una pausa di venti o trenta minuti tra un museo e l'altro, non come una meta a sé. Porta qualcosa da bere o un pranzo da asporto: i tavolini esistono apposta. L'unica regola non scritta è la stessa di tutti gli abituati del posto, abbassare la voce e lasciar parlare la cascata.