Genova, Liguria, Italia

Giardini Luzzati: il cuore ritrovato del centro storico di Genova

Tra resti romani e i vicoli della citta vecchia, una piazza nascosta dove Genova respira senza folle, lontano dalle rotte battute dei caruggi turistici.

Giardini Luzzati: il cuore ritrovato del centro storico di Genova

Foto: autore sconosciuto — Wikimedia Commons

Chi visita Genova di corsa si ferma a via del Campo, a Porta Soprana, alla casa di Colombo. Pochi scendono lungo via Ravecca e svoltano verso i Giardini Luzzati, una piazza incassata tra il dedalo dei caruggi, all'incrocio degli sguardi tra la chiesa di San Donato, lo stradone di Sant'Agostino e piazza delle Erbe. Qui il rumore dei flussi turistici si attenua e resta quello, più lento, di una citta che vive davvero.

Il nome ricorda Emanuele Luzzati (1921-2007), scenografo e illustratore genovese tra i piu amati del Novecento. Ma sotto i vostri piedi c'è qualcosa di molto piu antico. Durante gli scavi per un parcheggio sotterraneo, all'inizio degli anni Novanta, tornarono alla luce i resti di un anfiteatro romano del I secolo, oggi visibili in un'area archeologica a cielo aperto. Pietre stratificate che raccontano duemila anni in pochi metri quadri, senza biglietteria affollata, senza code.

Tutt'intorno si apre uno dei quartieri meno raccontati della citta vecchia: vicoli che hanno attraversato secoli di storia, dall'eta romana al fitto tessuto medievale di cantine e cisterne. Sono carruggi stretti, dove la luce arriva di taglio e le insegne sono ancora quelle dei mestieri di un tempo. Conviene perdersi senza mappa, alzando lo sguardo verso le facciate alte e gli archi che paiono trattenere il cielo.

I Giardini Luzzati oggi sono soprattutto uno spazio comune: un progetto di rigenerazione urbana nato per restituire la piazza agli abitanti. Bambini che giocano, anziani sulle panchine, un piccolo orto, un campetto, tavoli dove si mangia ligure a prezzi onesti. È il volto di un turismo lento, in cui il visitatore non consuma il luogo ma vi si siede accanto.

Venite di mattina o nel tardo pomeriggio, fuori dai mesi piu caldi e congestionati. Primavera e inizio autunno regalano la luce migliore e i caruggi quasi vuoti. Un angolo di Genova autentico, dove fermarsi a respirare invece di fotografare e ripartire.

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