Ciudad Universitaria, Città del Messico, Messico

Espacio Escultórico de la UNAM: l'anello di pietra sul mare di lava di Città del Messico

L'Espacio Escultórico dell'UNAM a Città del Messico: 64 prismi di pietra attorno a un mare di lava del Pedregal. Ingresso libero.

Espacio Escultórico de la UNAM: l'anello di pietra sul mare di lava di Città del Messico

Foto: DavidGomezChiu (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Nel cuore della Ciudad Universitaria, il campus dell'Universidad Nacional Autónoma de México nella delegazione di Coyoacán, c'è un anello di pietra che molti visitatori della capitale non mettono mai in programma. Si chiama Espacio Escultórico ed è una delle opere di arte pubblica più ambiziose del Paese: una piattaforma circolare di pietra vulcanica, larga circa 120 metri di diametro esterno, su cui si allineano dei moduli prismatici di base rettangolare. Il numero esatto varia a seconda della fonte (si parla spesso di 64 prismi), ma l'effetto è quello di una corona regolare che racchiude qualcosa di completamente irregolare: al centro resta esposto un campo di lava solidificata del Pedregal, la colata che migliaia di anni fa coprì questa parte della valle.

L'opera fu inaugurata il 23 aprile 1979, in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell'autonomia universitaria. Nasce da un'idea dello scultore Federico Silva, che dal 1977 lavorò insieme a un gruppo di artisti del movimento scultoreo geometrico messicano: Helen Escobedo, Manuel Felguérez, Mathias Goeritz, Hersúa e Sebastián. L'intento era integrare la scultura geometrica con un ambiente naturale, e qui l'ambiente è la Riserva Ecologica del Pedregal de San Ángel, l'area che protegge la vegetazione cresciuta sopra la roccia lavica. Il contrasto è netto: i moduli grigi e ortogonali da una parte, le forme contorte del magma raffreddato dall'altra. A oltre 2.200 metri di quota la luce è dura e il cielo molto vicino, e camminando lungo l'anello l'insieme può ricordare un recinto cerimoniale antico più che un'opera del Novecento.

Vale la pena scendere dalla piattaforma e attraversare la lava al centro, ma con attenzione: la roccia prende forme spigolose e a tratti bisogna saltare da un masso all'altro. Conviene portare scarpe chiuse, crema solare e acqua, perché l'ombra è praticamente assente. L'ingresso all'area è gratuito. Il complesso principale segue però un orario: da lunedì a venerdì, indicativamente dalle 7 alle 16 (alcune fonti riportano l'apertura dalle 8), mentre nel fine settimana resta chiuso. L'università organizza inoltre visite guidate gratuite il mercoledì, previa registrazione scrivendo a campuscu@unam.mx.

Arrivarci è più semplice di quanto la sua scarsa fama lasci pensare. Il modo più comodo è il Pumabús, il servizio navetta interno e gratuito del campus: dalla stazione della metropolitana Universidad (Línea 3) si prende la Ruta 3, che ferma proprio alla stazione Espacio Escultórico. In alternativa si può scendere alla fermata Centro Cultural Universitario della Línea 1 del Metrobús e proseguire a piedi per circa 900 metri lungo il Circuito e poi su Mario de la Cueva, la via senza numero civico su cui affaccia l'opera. Chi preferisce camminare dalla metro Universidad mette in conto circa due chilometri, intorno a venticinque minuti.

L'Espacio Escultórico fa parte di un'area più ampia che comprende il Centro Cultural Universitario, con sale da concerto, teatri e altre sculture monumentali all'aperto, oltre al MUAC, il museo di arte contemporanea del campus. Si può quindi inserire la visita in una giornata interamente dedicata alla Ciudad Universitaria, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO per il suo nucleo storico. Resta uno di quei luoghi dove arte, geologia ed ecologia coincidono nello stesso punto, a pochi minuti dal traffico della città eppure quasi mai affollato.

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