Ban Bu, Bangkok Noi, Thailandia

Ban Bu, l'ultima bottega del bronzo battuto di Bangkok

A Thonburi, lungo il Khlong Bangkok Noi, una sola famiglia forgia ancora a mano la ciotola di bronzo khan long hin. Come arrivarci.

Ban Bu, l'ultima bottega del bronzo battuto di Bangkok

Foto: Unknown authorUnknown author (Public domain) — Wikimedia Commons

Sulla riva di Thonburi, il lato "vecchio" di Bangkok separato dal centro turistico dal fiume Chao Phraya, esiste un mestiere che a Bangkok sopravvive in un'unica casa. La comunità di Ban Bu, nel sottodistretto di Siri Rat (distretto di Bangkok Noi), produce da generazioni la khan long hin (ขันลงหิน), la "ciotola finita a pietra": una scodella di bronzo ottenuta legando rame e stagno, poi levigata e lucidata a mano con pietra fino a una superficie liscia e specchiante. Le origini risalgono agli artigiani fuggiti da Ayutthaya dopo la caduta del regno nel 1767, che sotto Rama I si riorganizzarono a Bangkok per mestiere, mantenendo spesso il nome che usavano nell'antica capitale.

Oggi resta una sola bottega in attività, la Jiam Sangsajja (anche scritta Jiam Saeng Sajja), l'unico laboratorio in Thailandia a forgiare ancora questo tipo di ciotola. Non è un museo allestito per i visitatori: è un cortile-officina dove si lavora davvero. Il bronzo viene scaldato, battuto a martello per dare forma alla scodella, ricotto più volte e poi rifinito; il suono ritmico del metallo battuto è la prima cosa che si percepisce entrando nel vicolo. Accanto allo spazio di lavoro c'è un piccolo ufficio che funge da showroom e negozio, dove un membro della famiglia accoglie chi arriva. Le ciotole sono pezzi costosi proprio per il lavoro che richiedono: i prezzi partono da circa 2.000 baht e salgono. Si paga in contanti, le carte non sono accettate.

Perché è così trascurata? La produzione è lentissima e tutta manuale, l'oggetto è passato da utensile quotidiano — un tempo serviva a contenere acqua e riso per le offerte ai monaci — a articolo decorativo di nicchia, e la bottega si trova in un dedalo di stradine strette senza insegne vistose. Non è un posto che si trova per caso: capita di dover chiedere indicazioni agli abitanti. È esattamente questo a renderla interessante per chi cerca un patrimonio vivo e non una ricostruzione: qui non c'è biglietteria né folla, e l'ingresso è gratuito.

Come arrivarci. Due opzioni principali. In metropolitana: linea blu MRT fino alla stazione Bang Khun Non, poi taxi verso Soi Charan Sanitwong (la bottega è all'indirizzo 133, Soi Charan Sanitwong 32). Via fiume, più suggestivo: traghetto dal molo Tha Chang, vicino al Grande Palazzo, fino all'imbarcadero di Wat Rakhang; da lì si cammina verso est costeggiando il canale Bangkok Noi per meno di dieci minuti e si entra nella comunità. Conviene telefonare prima per assicurarsi che la bottega sia aperta e accolga visite (utile sapere un po' di thai). Le coordinate sono 13.762333, 100.478944.

Nei dintorni si può completare la visita a piedi. La comunità sorge intorno al Wat Suwannaram, tempio noto per i suoi pregevoli dipinti murali. Poco distante ci sono il mercato di Wat Thong e, presso la vecchia stazione ferroviaria di Bangkok Noi, un deposito con alcune locomotive d'epoca della Seconda guerra mondiale; sull'altro lato del fiume si torna verso il Grande Palazzo. Il periodo migliore è la stagione secca, da novembre a febbraio, quando il caldo è più sopportabile per camminare tra i vicoli e lungo il canale.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide