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Lisbona troppo affollata? Mete portoghesi autentiche oltre la capitale

Stanco delle code ai miradouros? Ecco le alternative a Lisbona: borghi, fortezze e rovine romane per scoprire il Portogallo vero.

Lisbona troppo affollata? Mete portoghesi autentiche oltre la capitale

Negli ultimi anni Lisbona è diventata vittima del suo stesso fascino. I miradouros dell'Alfama sono presi d'assalto già a metà mattina, i tram 28 viaggiano stipati come metropolitane in ora di punta e il comune ha messo allo studio una tassa di soggiorno più alta proprio per gestire la pressione turistica. Se cerchi alternative a Lisbona che restituiscano il piacere di camminare senza spintoni, la buona notizia è che il Portogallo, fuori dalla capitale, resta sorprendentemente tranquillo. Bastano una o due ore di treno o di auto per entrare in un paese fatto di pianure di sughere, villaggi imbiancati e rovine che non dovrai contendere a nessuno.

L'interno di pietra

La prima direzione è l'interno, la Beira Alta, dove i confini con la Spagna hanno lasciato un'eredità di pietra. Almeida è una fortezza a stella perfetta, un esagono di bastioni progettato secondo i canoni dell'architettura militare alla Vauban: ci si cammina sopra al tramonto incontrando più rondini che visitatori. Poco più a sud, su un cocuzzolo di granito, Monsanto è il villaggio costruito dentro la roccia, con case incastrate sotto e tra massi giganteschi: eletto nel 1938 "il più portoghese dei villaggi", oggi è celebre anche per essere stato set di una serie tv, ma fuori stagione torna al silenzio.

Chi ama l'archeologia trova vicino a Coimbra una tappa che vale il viaggio da sola. Conimbriga conserva mosaici romani intatti: la Casa dos Repuxos ha ancora le sue fontane a getto e pavimenti figurati che resistono dal II secolo, eppure i pullman si fermano altrove. È la "Pompei portoghese" senza le file di Pompei. Scendendo verso sud-est, dove il fiume Guadiana segna il paesaggio, Mértola intreccia Roma, Islam e Alentejo: la sua chiesa madre è una ex moschea con il mihrab ancora visibile, rarità assoluta in Europa occidentale, e l'intero borgo funziona come un museo diffuso a cielo aperto.

L'Alentejo

L'Alentejo, del resto, è la risposta più ovvia all'overtourism portoghese, e merita qualche nome anche fuori dal nostro catalogo. Évora, città UNESCO, allinea il tempio romano di Diana e la Capela dos Ossos in un centro che si gira a piedi; Marvão e Monsaraz si arrampicano su creste da cui lo sguardo arriva fino alla Spagna; Estremoz profuma di marmo e di mercato del sabato. Più a nord, Tomar custodisce il Convento de Cristo dei Cavalieri Templari ed è comodissima base senza auto, sulla linea ferroviaria principale. E per chi cerca il mare, la Costa Vicentina e il suo Sentiero dei Pescatori regalano scogliere atlantiche e spiagge spesso deserte.

La Lisbona nascosta

Detto questo, rinunciare del tutto a Lisbona sarebbe un peccato: il segreto è cercarne gli angoli che la folla ignora. Sopra l'Ascensor do Lavra, il Jardim do Torel è un belvedere defilato dove i lisbonesi vengono a leggere lontano dal trambusto del Rossio. Nel quartiere di Graça, São Vicente de Fora è il monastero degli azulejos: nei suoi chiostri si raccontano in piastrelle le favole di La Fontaine e nel pantheon riposano i re Braganza, ma le sale sono spesso semivuote. Verso Prazeres, la Tapada das Necessidades è un parco murato con una serra ottocentesca e una collezione di cactus voluta dai sovrani, ignorata dalla maggior parte dei turisti. E sotto la Cattedrale, in Alfama, il Teatro Romano di Olisipo riaffiora dal sottosuolo: un museo piccolo e gratuito che racconta la Lisbona di duemila anni fa mentre fuori scorre il fiume di selfie.

Quando andare

Qualche consiglio pratico. Il momento migliore per l'interno e per l'Alentejo è la primavera (aprile-giugno) o l'autunno (settembre-ottobre): in piena estate l'entroterra supera spesso i 35°C, mentre la costa resta vivibile. Per i borghi più remoti l'auto è quasi indispensabile, ma città come Tomar, Coimbra ed Évora si raggiungono comodamente in treno. Dormi in guesthouse a conduzione familiare e mangia nelle tasche, le osterie di quartiere: è lì che il Portogallo, lontano dalle insegne in inglese, torna a parlare la sua lingua. Lisbona resterà splendida; semplicemente, non dovrà più essere l'unica tappa.

Info pratiche

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