Napoli, Campania, Italia

Sotto il Rione Sanità: la basilica del Monacone e i sepolcri greci dei Cristallini

Nel cuore di un quartiere napoletano spesso evitato dai turisti, una basilica seicentesca dalla cupola maiolicata e una necropoli ellenistica nascosta a dodici metri di profondità raccontano duemilatrecento anni di storia.

Sotto il Rione Sanità: la basilica del Monacone e i sepolcri greci dei Cristallini

Foto: Alexandre (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Il Rione Sanità non compare quasi mai negli itinerari veloci di Napoli. Tagliato in due dal ponte ottocentesco che lo scavalca, è rimasto a lungo ai margini del flusso turistico che si concentra tra Spaccanapoli e il lungomare. Eppure è proprio questa marginalità ad averne custodito i tesori, stratificati uno sopra l'altro come in pochi altri luoghi della città.

Al centro del quartiere si apre la Basilica di Santa Maria della Sanità, costruita tra il 1602 e il 1613 su progetto del frate domenicano e architetto Fra' Giuseppe Nuvolo. I napoletani la chiamano semplicemente "del Monacone", per la statua venerata di San Vincenzo Ferrer che custodisce all'interno. La sua cupola rivestita di maioliche gialle e verdi è uno dei segni più riconoscibili dello skyline locale, visibile appena si attraversa il ponte. L'interno, a pianta centrale, conserva opere della grande pittura napoletana del Seicento.

Sotto il presbiterio, una cancellata conduce alle Catacombe di San Gaudioso, le seconde più estese di Napoli. Prendono il nome da un vescovo nordafricano sepolto qui intorno alla metà del V secolo, e mescolano testimonianze paleocristiane a decorazioni più tarde. Scendere significa attraversare la penombra di un cimitero sotterraneo che la città ha continuato a usare per secoli.

A pochi passi, lungo via dei Cristallini, si nasconde un sito ancora più antico e fragile. L'Ipogeo dei Cristallini è una necropoli di età greca, quattro sepolcri scavati nel tufo tra la fine del IV e l'inizio del III secolo avanti Cristo. Riscoperti nel 1889 dal barone Giovanni di Donato mentre scavava nel giardino del suo palazzo, sono rimasti privati a lungo e solo nel giugno 2022 sono stati aperti al pubblico. Le pitture parietali, giunte fino a noi sorprendentemente intatte, sono una rarità per l'Italia.

Visitare la Sanità con lentezza, fermandosi nei laboratori artigiani e nei bar di quartiere, è il modo migliore per restituire valore a un luogo che chiede rispetto più che folla. Conviene prenotare in anticipo per ipogeo e catacombe, gestiti separatamente.

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