Saturnia all'alba: le terme libere del Gorello prima della folla
A Saturnia l'acqua sulfurea sgorga gratis a 37 gradi nelle vasche di travertino: un luogo celebre che torna segreto solo a chi lo cerca all'alba o fuori stagione.
Diciamolo subito: le Cascate del Mulino non sono un segreto. Sono anzi tra le immagini più riprodotte della Toscana, e nelle giornate di punta le vasche di travertino si riempiono di gente come una piscina pubblica. Eppure questo posto resta una delle esperienze più giuste che si possano fare in Maremma, a patto di scegliere il momento. La differenza tra una cartolina sovraffollata e un bagno quasi mistico, qui, è soltanto una questione di ore.
L'acqua arriva dal torrente Gorello, sulfurea e ricca di minerali, e sgorga a una temperatura costante intorno ai 37 gradi. Nei millenni ha scavato e costruito una scala di vasche calcaree, una sopra l'altra, dove ci si siede mentre la corrente tiepida scivola sulla schiena. Le cascate prendono il nome da un vecchio mulino che sta ancora lì, a fianco del salto d'acqua. L'accesso è libero, gratuito, ventiquattr'ore su ventiquattro, tutto l'anno: nessun biglietto, nessun cancello.
Proprio perché è celebre, il segreto è il contropelo. Arrivate all'alba, quando il vapore si alza dall'acqua nel freddo del mattino e siete soli con il rumore della cascata. Oppure venite d'inverno, o nelle mezze stagioni: l'autunno e la primavera sono i periodi migliori, con il contrasto tra l'aria fresca e l'acqua calda che rende tutto più suggestivo e i parcheggi meno presi d'assalto.
Sul posto non aspettatevi servizi: è natura aperta, senza spogliatoi né bagni se non quelli del bar vicino. Questo significa anche responsabilità. Portate via ogni rifiuto, evitate creme e saponi che inquinano l'acqua termale, non spostate le pietre delle vasche e rispettate il silenzio di chi è arrivato prima dell'alba per cercarlo. Il travertino è fragile quanto antico.
Intorno c'è una Maremma che quasi nessuno visita: il borgo di Saturnia con le sue mura, i sentieri verso Manciano, le campagne di Grosseto. Fermatevi una notte, mangiate lento, e tornate alle vasche quando i pullman se ne sono andati. È allora che il Gorello torna a essere quello che è sempre stato: un luogo dove la terra scalda l'acqua per chi ha la pazienza di aspettarla.