San Vittore alle Chiuse: la pietra romanica all'imbocco della gola del Sentino
All'imboccatura della gola di Frasassi, dove il Sentino taglia la roccia, un'abbazia romanica quasi millenaria resta in ombra mentre tutti corrono alle grotte poco distanti.
Foto: Massimo Roselli (CC BY-SA 2.5) — Wikimedia Commons
Quasi tutti, in questo angolo delle Marche, vanno alle Grotte di Frasassi. Eppure, a poche centinaia di metri, all'imbocco della gola scavata dal fiume Sentino tra pareti di calcare, sorge l'Abbazia di San Vittore alle Chiuse: uno degli esempi piu integri del romanico italiano, e quasi sempre deserta.
La chiesa fu costruita in pietra calcarea tra il 1060 e il 1085, mentre il monastero benedettino e documentato fin dai primi anni dell'XI secolo. Per chi arriva, l'effetto e immediato: niente intonaci, niente decori aggiunti nei secoli, solo blocchi di pietra chiara che il tempo ha scurito. La facciata e affiancata da due torri diverse tra loro, una bassa e cilindrica e una piu alta e quadrangolare, che danno all'edificio un aspetto quasi di fortezza, mentre al centro si solleva un tiburio ottagonale. La struttura segue una pianta a croce greca inscritta in un quadrato quasi perfetto, con quattro grandi colonne che dividono lo spazio in nove campate. Dall'esterno spiccano le absidi semicircolari e i piccoli archetti che corrono sotto le coperture.
Il nome "alle Chiuse" racconta il luogo meglio di qualsiasi descrizione. Secondo alcuni studiosi rimanda alle strette gole, le "chiuse", del Sentino; secondo altri al sito impervio, completamente serrato tra i monti che lo circondano. In entrambi i casi, e un edificio che vive del suo paesaggio: la roccia sopra, l'acqua sotto, il silenzio intorno.
All'inizio del Duecento l'abbazia visse il suo massimo splendore, arrivando a esercitare giurisdizione su decine di chiese e su vasti territori. Poi il lento declino, fino alla soppressione nel Quattrocento: oggi del complesso monastico restano solo pochi ambienti, ma la chiesa e arrivata fino a noi nella sua piena forza espressiva. Fu dichiarata monumento nazionale nel 1902.
Per visitarla con calma, scegliete la mattina presto o le stagioni di mezzo, quando i pullman diretti alle grotte non si sono ancora messi in moto. Lasciate l'auto vicino al borgo di San Vittore Terme e raggiungete l'abbazia a piedi, attraversando il ponte sul Sentino. Vale la pena fermarsi anche solo per ascoltare il fiume e guardare come la pietra dell'edificio dialoga con quella della montagna.