Sanzeno, Trentino-Alto Adige, Italia

San Romedio, il santuario che cresce sulla roccia

In una gola nascosta della Val di Non, cinque chiese costruite in nove secoli si arrampicano su uno sperone di roccia alto settanta metri: un eremo che pochi cercano e che nessuno dimentica.

San Romedio, il santuario che cresce sulla roccia

Foto: Luca Giarelli (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che non si vedono finché non ci sei davanti. Il santuario di San Romedio è uno di questi: si nasconde in una stretta gola laterale della Val di Non, vicino a Sanzeno, dove il bosco si chiude e il rumore della valle scompare. Poi, all'improvviso, una parete di roccia alta circa settanta metri e, aggrappate a essa, cinque chiese una sopra l'altra. Sembrano cresciute dalla pietra più che costruite.

In effetti sono state edificate in tempi diversissimi, nell'arco di circa novecento anni, tra l'anno Mille e l'inizio del Novecento. Camminando lungo la scalinata coperta di oltre cento gradini che le collega, si passa da elementi romanici a forme gotiche e barocche, fiancheggiati da ex voto e piccole cappelle. È un edificio stratificato, fatto di mani e secoli diversi, dove ogni rampa apre su un punto di vista nuovo sulla gola.

Il nome viene da Romedio, eremita vissuto secondo la tradizione tra il IV e il V secolo, che si sarebbe ritirato in queste rupi rinunciando alle proprie ricchezze. La leggenda più nota lo lega a un orso: mentre andava a Trento, la bestia avrebbe sbranato il suo cavallo, e lui l'avrebbe ammansita cavalcandola fino in città. Ancora oggi, ai piedi del santuario, un'area faunistica ospita un orso, omaggio a quel racconto.

La parte bella è arrivarci a piedi. Dal paese di Sanzeno parte il Sentiero nella Roccia, un percorso scavato nella roccia della gola del rio Romedio che porta al santuario in modo molto più suggestivo della strada asfaltata. In alternativa si può salire dai due laghi di Coredo, con una mezz'ora di bosco. Lasciare l'auto e camminare cambia completamente l'arrivo.

San Romedio resta un luogo di silenzio, lontano dalle mete affollate del Trentino. Si visita con rispetto: è un santuario vivo, non un'attrazione. Meglio fuori stagione e nelle prime ore, quando la gola è ancora in ombra e i gradini sono tutti tuoi.

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