Borutta, Sardegna, Italia

San Pietro di Sorres: la cattedrale bicolore sospesa sul Logudoro

Sopra una collina del Logudoro, una cattedrale romanica in pietra chiara e basalto scuro veglia su una diocesi scomparsa: un capolavoro fuori rotta, lontano dalle spiagge sarde affollate.

San Pietro di Sorres: la cattedrale bicolore sospesa sul Logudoro

Foto: Danfad (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

C'e un punto, nell'entroterra del Logudoro, dove la Sardegna delle spiagge sembra appartenere a un altro pianeta. Su un colle isolato sopra Borutta, nel Sassarese, si erge San Pietro di Sorres: una cattedrale romanica che cambia colore a seconda della luce, fasciata di calcare chiaro e basalto scuro. La bicromia, alternanza di pietra chiara e scura tipica del romanico, qui diventa un disegno geometrico che taglia la facciata e corre lungo le pareti, dentro e fuori.

La chiesa fu costruita tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo come cattedrale della diocesi di Sorres, un territorio che oggi non esiste piu. Soppressa la diocesi nei primi anni del Cinquecento e accorpata a Sassari, il borgo che le stava intorno si spopolo e scomparve. Per secoli la cattedrale rimase sola in mezzo alle campagne, usata persino come ricovero per animali, finche nel Novecento un nuovo capitolo non la riporto in vita.

Quella rinascita ha il volto della comunita benedettina che dalla meta del XX secolo si insedio accanto alla chiesa, costruendo un monastero in stile neoromanico. I monaci hanno reso il complesso un luogo vivo, con una foresteria e un laboratorio dedicato al restauro dei libri antichi, punto di riferimento per l'isola. Visitare Sorres significa entrare in un silenzio operoso, non in un museo.

Dentro, lo sguardo corre verso l'alto: pilastri a fasce di pietra chiara e scura, volte sostenute con sobrieta, una luce che entra misurata e disegna le pareti. Fuori, dal sagrato, lo sguardo si apre sulle colline del Logudoro e sui profili dei nuraghi lontani. Si capisce perche fu scelto questo colle: si domina tutto, in pace.

Vieni qui senza fretta, magari unendo la visita ai borghi e ai siti nuragici della Valle dei Nuraghi. Rispetta gli orari e il raccoglimento dei monaci, lascia un'offerta, parla a voce bassa. E un'alternativa autentica alla Sardegna da cartolina: niente code, niente folla, solo pietra, vento e secoli di storia.

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