Reggello, Toscana, Italia

Sammezzano e le Balze: il castello moresco dimenticato del Valdarno

Tra calanchi di sabbia e argilla scolpiti dal tempo, un palazzo orientalista chiuso al pubblico custodisce le sale piu colorate di Toscana, lontano dalla folla di Firenze.

Sammezzano e le Balze: il castello moresco dimenticato del Valdarno

A pochi chilometri da Firenze, ma a un mondo di distanza dalle sue code e dai suoi selfie, si nasconde uno dei luoghi piu inattesi della Toscana. Il Castello di Sammezzano, nel comune di Reggello, non e un maniero medievale come ci si aspetterebbe: e un palazzo eclettico dove domina lo stile orientalista, frutto di una lunga ristrutturazione ottocentesca voluta dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona.

All'interno, archi a ferro di cavallo, stucchi traforati e migliaia di tessere colorate compongono ambienti che sembrano usciti da un sogno andaluso. Alcune sale portano date scolpite: l'ingresso intorno al 1853, la torre centrale al 1889. Dopo essere stato per qualche tempo un albergo di lusso fino agli anni Novanta del Novecento, il castello e caduto in un lungo abbandono, attraversato da vicende societarie complesse e da continui passaggi di proprieta.

Proprio questo stato sospeso lo rende un simbolo dell'undertourism. Sammezzano non si visita liberamente: gli interni restano normalmente chiusi e accessibili solo in rare aperture straordinarie organizzate da comitati e associazioni locali. Vale la pena informarsi prima di partire, evitando di assecondare le esplorazioni abusive che negli anni hanno danneggiato gli ambienti.

Ad accompagnare la visita c'e un paesaggio altrettanto sorprendente: le Balze del Valdarno. Sono pareti verticali di sabbie, argille e ghiaie, alte fino a un centinaio di metri, scolpite dall'erosione millenaria dei sedimenti dell'antico lago che occupava la valle dell'Arno. Calanchi, guglie e profonde forre disegnano una terra quasi lunare, diffusa tra Reggello e i comuni vicini ai piedi del Pratomagno.

Per chi cerca un'alternativa silenziosa alle mete sovraffollate, questo angolo di Valdarno offre molto: brevi sentieri tra i calanchi, borghi tranquilli, il grande parco secolare del castello intravisto oltre la cancellata. Si arriva facilmente da Leccio, ma conviene muoversi a piedi, con rispetto e lentezza. Qui il valore non sta nel collezionare immagini, ma nel guardare con calma un luogo fragile, in attesa di un futuro ancora da scrivere.

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