L'overtourism in Italia: dove il problema è più grave e cosa si sta facendo
Venezia, Cinque Terre, Costiera Amalfitana: i numeri del sovraffollamento turistico in Italia e le soluzioni in campo, tra limiti e speranze.
L'Italia è il quinto paese più visitato al mondo, con circa 65 milioni di arrivi internazionali all'anno. Ma il turismo non si distribuisce uniformemente: si concentra su poche decine di località che sopportano una pressione insostenibile.
Venezia è il caso più emblematico. La città ha perso oltre 100.000 residenti negli ultimi cinquant'anni, passando da 174.000 a meno di 50.000. Nel frattempo, i turisti giornalieri possono superare gli 80.000 nei periodi di picco. Il rapporto è surreale: più turisti che abitanti, ogni giorno. Nel 2024 Venezia ha introdotto un biglietto d'ingresso di 5 euro per i visitatori giornalieri, una misura controversa che ha sollevato più polemiche che risultati.
Le Cinque Terre ricevono circa 3 milioni di visitatori all'anno in cinque borghi che in totale contano meno di 5.000 residenti. Il sentiero dell'Amore è stato chiuso per anni per i danni dell'erosione accelerata dal passaggio di milioni di piedi. L'ente parco ha introdotto un numero chiuso di 1.500 persone al giorno sul sentiero principale.
La Costiera Amalfitana soffre di un problema infrastrutturale: una sola strada costiera che d'estate diventa un ingorgo permanente. Positano, con i suoi 3.800 abitanti, accoglie oltre un milione di turisti all'anno. I residenti sono diventati minoranza nel proprio paese.
Firenze ha il centro storico più denso di turisti d'Italia: circa 16 milioni di visitatori all'anno in un'area di poco più di 5 km². Gli affitti brevi hanno espulso i residenti dal centro: in alcuni quartieri, oltre il 60% degli appartamenti è destinato a uso turistico.
Roma gestisce i flussi con più efficacia grazie alle sue dimensioni, ma luoghi come la Fontana di Trevi, i Musei Vaticani e il Colosseo raggiungono livelli di saturazione che degradano l'esperienza sia per i visitatori che per i romani.
Le soluzioni in campo sono diverse. L'approccio regolatorio: limiti ai numeri (Cinque Terre), biglietti d'ingresso (Venezia), restrizioni agli affitti brevi (Firenze). L'approccio tecnologico: prenotazioni obbligatorie, sistemi di monitoraggio dei flussi in tempo reale, app che suggeriscono percorsi alternativi. L'approccio culturale: campagne di sensibilizzazione, promozione delle destinazioni minori, incentivi per il turismo fuori stagione.
Nessuna di queste soluzioni è sufficiente da sola. Il problema è strutturale: il modello economico del turismo di massa genera profitti concentrati e costi diffusi. Chi guadagna (tour operator, piattaforme, affitti brevi) non è chi paga i costi (residenti, infrastrutture, ambiente).
Come viaggiatori, possiamo fare la nostra parte. Evitare le destinazioni nei periodi di picco. Scegliere alloggi che non sottraggono case ai residenti. Esplorare le alternative — e l'Italia ne ha centinaia — invece di concentrarci sulle stesse cinque cartoline.
L'overtourism non è inevitabile. È il risultato di scelte: dei governi, delle aziende, dei singoli viaggiatori. E può cambiare, una scelta alla volta.
Info pratiche
Dove si trova L'overtourism in Italia?
L'overtourism in Italia si trova in Italia.