L'Accademia di Platone ad Atene: un parco archeologico nel quartiere di Akadimia Platonos
Ad Atene, dove Platone fondò l'Accademia nel 387 a.C., resta un parco archeologico gratuito in un quartiere residenziale, quasi privo di turisti.
Foto: dronepicr (CC BY 2.0) — Wikimedia Commons
A circa tre chilometri a nord-ovest dell'Acropoli, nel quartiere residenziale che porta il suo nome (Akadimia Platonos), si trova il luogo dove Platone fondò l'Accademia intorno al 387 a.C., una delle prime istituzioni di insegnamento superiore del mondo occidentale. Oggi è un parco archeologico aperto e gratuito, attraversato da chi porta a spasso il cane, fa jogging o taglia la strada per andare al lavoro. Nonostante il peso storico del posto, i pullman turistici qui non arrivano: la zona è fatta di palazzi di cinque-sette piani, scuole, negozi e due piazze di quartiere, lontana dal circuito Acropoli-Plaka-Monastiraki.
Prima di diventare una scuola filosofica, l'area era un boschetto sacro di ulivi dedicato ad Atena, legato all'eroe ateniese Akademos da cui prende il nome (la forma arcaica era Hekademia). Lo statista Cimone la recintò con un muro e la attraversava la strada che usciva dalla porta del Dipylon, fiancheggiata dalle tombe degli ateniesi. L'Accademia continuò a funzionare per secoli, finché il generale romano Silla, durante l'assedio di Atene dell'86 a.C., devastò il sito e abbatté gli ulivi sacri per costruire macchine d'assedio.
I resti visibili si concentrano lungo via Kratylou e dintorni, e sono quasi tutti fondazioni: serve un po' di immaginazione, ma i cartelli aiutano a capire cosa si sta guardando. La Casa Sacra, di epoca geometrica (intorno all'800 a.C.), è un edificio con sette stanze rettangolari disposte ai lati di un corridoio; al suo interno sono stati trovati resti di sacrifici, segno di un uso religioso intenso. Più a sud c'è il Ginnasio, con il cortile della palestra dove gli allievi praticavano la lotta; secondo alcuni studiosi la parte nord ospitava la biblioteca. Si vede anche una casa absidata di età proto-elladica, identificata per tradizione con l'abitazione del mitico Akademos. Il pezzo forse più importante è il Peristilio Quadrato (Tetragono Peristylio), del IV-III secolo a.C., circa 40 per 40 metri: è probabilmente l'unico grande edificio appartenuto davvero all'Accademia di Platone.
Le prime campagne di scavo furono condotte tra il 1929 e il 1940 dall'imprenditore Panaghiotis Aristophron, a sue spese; i lavori ripresero tra il 1955 e il 1963 sotto la Società Archeologica di Atene, e proseguono ancora oggi. Nel parco è stato aperto anche un Museo Digitale, con installazioni multimediali che ricostruiscono il contesto storico per chi vuole più contesto rispetto alle sole pietre.
Per arrivarci, la stazione della metropolitana più vicina è Metaxourgeio (linea 3, rossa), da cui si prosegue a piedi verso ovest per circa venti minuti, oppure con un bus urbano in direzione Akadimia Platonos. In alternativa, è una camminata fattibile dal parco archeologico del Ceramico (Kerameikos). Il parco non ha biglietto né orari rigidi di un sito recintato: è uno spazio verde pubblico, con un piccolo teatro all'aperto e un'area giochi. I mesi migliori sono la primavera e l'autunno, quando il caldo ateniese è sopportabile e gli alberi danno ombra. Conviene abbinarlo a una mezza giornata nel quartiere, magari con una sosta in una delle taverne di zona, dove i prezzi sono quelli di Atene reale e non quelli del centro storico.