Alfama, Lisbona, Portogallo

Il Teatro Romano di Lisbona: l'anfiteatro di Olisipo nascosto sotto la Sé

Sotto la collina della Sé a Lisbona si nasconde un teatro romano del I secolo: resti veri, museo piccolo e quasi sempre vuoto.

Il Teatro Romano di Lisbona: l'anfiteatro di Olisipo nascosto sotto la Sé

Foto: Sérgio Horta, a partir de orginal de Ornellas e outros (Public domain) — Wikimedia Commons

Salendo da Alfama verso la cattedrale della Sé, in Rua de São Mamede 3A, c'è una porta che la maggior parte dei visitatori supera senza accorgersene. Dietro, addossato alla collina che porta al Castelo de São Jorge, c'è il Teatro Romano di Lisbona: i gradini in pietra di un edificio che duemila anni fa dominava il porto della città. Allora Lisbona si chiamava Felicitas Iulia Olisipo ed era uno scalo importante della Lusitania romana. Chi arrivava risalendo il Tejo vedeva quasi subito questo teatro, costruito in epoca augustea, nel I secolo, come segno concreto della presenza dell'Impero.

Il sito riemerse quasi per caso. Gli scavi cominciarono nel 1964 per opera di due studiosi di storia lisbonese, e per decenni i resti restarono un cantiere archeologico inserito tra le case del quartiere. Il museo vero e proprio aprì nel 2001, chiuse tra il 2013 e il 2015 per portare alla luce nuove strutture e riaprì nel 2015 con il nome attuale, Museu de Lisboa – Teatro Romano. È uno dei cinque nuclei del Museu de Lisboa, e tra questi è il meno frequentato: chi viene a Lisbona corre alla Sé o al castello e quasi nessuno entra qui.

Cosa si vede davvero. Nell'area archeologica all'aperto sono visibili il basamento del proscaenium, cioè il muro che delimitava il palco, e una parte dell'orchestra, lo spazio semicircolare riservato all'élite cittadina. Non è un colosseo monumentale: è un frammento autentico, leggibile, dove si capisce come l'edificio si incastrava nel pendio. L'esposizione permanente occupa due palazzi di epoche diverse affacciati sulla strada. Quello a sud è seicentesco, modificato in epoca industriale quando vi fu aggiunto un piano e vi funzionò una fabbrica di valigie; quello a nord è di fine Ottocento. Dentro sono raccolti i reperti emersi dagli scavi, e non solo romani: ci sono testimonianze dell'Età del Ferro e del periodo medievale, perché questa collina è stata abitata e ricostruita a strati per secoli.

Il bello di una visita qui è il ritmo. È un museo piccolo, lo si gira in tranquillità in poco meno di un'ora, spesso con poche altre persone intorno. Ci sono pannelli e plastici che ricostruiscono l'aspetto originale del teatro, utili perché dei seimila spettatori che lo riempivano oggi resta solo una porzione. La terrazza e i punti di osservazione affacciati sul cantiere archeologico danno una buona idea dell'insieme.

Come arrivarci. Si è in pieno centro storico: il museo è a pochi passi dalla cattedrale della Sé, sulla salita che porta verso il castello. Lo storico tram 28 ferma proprio davanti alla Sé; da lì sono due minuti a piedi imboccando le vie laterali. In alternativa si sale a piedi da Alfama o dal Terreiro do Paço. L'orario indicato è dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, con ultima entrata alle 17:30; chiuso il lunedì e nelle festività principali (1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre). L'ingresso è economico ed è gratuito per chi ha la Lisboa Card. Conviene venire nelle mezze stagioni, quando Alfama è più respirabile: in primavera o all'inizio dell'autunno il quartiere è gradevole e il teatro resta uno dei pochi angoli del centro dove si entra senza coda. Verifica orari e tariffe sul sito del Museu de Lisboa prima di partire.

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