Il Cortile delle Statue: il chiostro segreto di Napoli mentre i Quartieri Spagnoli si riempiono
A pochi passi dalla folla di via Toledo e dei vicoli ormai presi d'assalto, dentro l'Universita Federico II si nasconde un cortile monumentale silenzioso, popolato dalle statue dei grandi del pensiero napoletano.
Foto: Superp (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Napoli ha imparato a convivere con il turismo di massa. I Quartieri Spagnoli, nati nel Cinquecento sotto il viceregno spagnolo per alloggiare le guarnigioni militari volute da don Pedro de Toledo, sono oggi tra le mete piu fotografate della citta. Largo Maradona, con il murale dedicato al campione, e diventato un'attrazione che richiama piu visitatori di molti musei, e le lamentele sull'eccesso di folla in quel tratto di vicoli sono ormai cronaca quotidiana.
Per questo vale la pena scendere da via Toledo verso il basso, oltre la pedonale affollata, e cercare un luogo che quasi nessun turista conosce: il Cortile delle Statue. Si trova all'interno della Casa del Salvatore, l'antico Collegio Massimo dei Gesuiti, oggi cuore dell'Universita Federico II, tra via Mezzocannone e via Paladino, accanto alla chiesa del Gesu Vecchio. Si entra da via Mezzocannone o dalla sede centrale di corso Umberto I.
Il cortile e un chiostro monumentale di pianta quadrata, costruito nel Seicento, circondato da un portico di pilastri in piperno, sormontato da una loggia con balaustra e busti in marmo. Il nome viene dalle statue collocate qui nell'Ottocento: figure dei grandi del pensiero napoletano e italiano, da Tommaso d'Aquino a Giambattista Vico, da Giordano Bruno a Giacomo Leopardi. Dopo l'Unita d'Italia l'ateneo ne fece una sorta di pantheon laico del sapere.
L'effetto e quello di una bolla di silenzio a pochi metri dal caos. Studenti che attraversano il portico con i libri sotto il braccio, la luce che taglia le arcate, le statue che osservano dall'alto. Nessuna biglietteria, nessuna coda: l'ingresso e libero negli orari di apertura dell'universita, e i momenti migliori sono la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando la luce e radente.
Visitarlo significa togliere pressione ai vicoli ormai sovraccarichi e restituire un po' di respiro a Napoli, scoprendo che la sua grandezza non sta solo nei murales virali ma anche in un cortile dimenticato dove la citta custodisce, in pietra, la propria memoria.