Cos'è l'undertourism e perché è il futuro del viaggio
L'opposto dell'overtourism: scegliere mete poco conosciute, viaggiare fuori stagione, sostenere le comunità locali. Perché è importante.
L'undertourism è un concetto semplice: visitare i luoghi meno conosciuti invece di quelli più famosi. È l'opposto dell'overtourism, quella pressione turistica che sta soffocando Venezia, Barcellona, Dubrovnik e decine di altre destinazioni popolari.
Non è una moda passeggera. È una risposta concreta a un problema reale. L'overtourism degrada i centri storici, aumenta i costi per i residenti, banalizza le culture locali e danneggia l'ambiente. L'undertourism prova a distribuire i benefici del turismo su un territorio più ampio, portando visitatori dove sono benvenuti e dove il loro contributo economico fa la differenza.
L'Italia è il laboratorio perfetto per l'undertourism. Ha 7.904 comuni, ma il turismo si concentra su una cinquantina. Firenze, Roma, Venezia, la Costiera Amalfitana, le Cinque Terre: sono posti straordinari, ma sono anche posti dove il turismo ha superato la capacità di carico. Nel frattempo, migliaia di borghi dell'entroterra si spopolano, le botteghe chiudono, le scuole vengono accorpate.
L'undertourism non chiede di rinunciare ai luoghi famosi: chiede di scoprirne di nuovi. Invece di Firenze, Volterra. Invece della Costiera Amalfitana, il Cilento. Invece delle Cinque Terre, il Golfo dei Poeti. Sono mete altrettanto belle, con la differenza che il tuo arrivo è un evento positivo per la comunità, non un peso.
I benefici sono reciproci. Il viaggiatore trova prezzi più bassi, accoglienza più genuina, esperienze più autentiche. La comunità locale riceve un contributo economico che aiuta a mantenere i servizi essenziali: il bar, il negozio, l'ufficio postale. È un circolo virtuoso che funziona solo se c'è rispetto reciproco.
Il turismo responsabile si intreccia con l'undertourism ma non coincide. Si può essere turisti responsabili anche a Venezia, e turisti irresponsabili in un borgo sconosciuto. L'undertourism è una scelta di destinazione; il turismo responsabile è un modo di comportarsi. L'ideale è combinare entrambi.
Come praticare l'undertourism? Inizia scegliendo la destinazione in base alla curiosità, non alla popolarità. Cerca i borghi con meno di mille abitanti, le valli senza impianti sciistici, le coste senza stabilimenti balneari. Viaggia fuori stagione. Dormi nelle strutture locali, non nelle catene. Compra nei negozi del paese, non online. Parla con le persone.
L'undertourism non risolve tutti i problemi del turismo globale. Ma è un passo nella direzione giusta: quella di un turismo che dà più di quanto prende, che arricchisce sia chi viaggia sia chi accoglie, e che tratta i luoghi come comunità vive e non come scenografie.
Non servono viaggi esotici per praticarlo. Basta guardare la mappa della propria regione e cercare il paese di cui non si è mai sentito parlare. Andarci, restarci un giorno o due, e lasciarsi sorprendere. L'undertourism comincia così, con un passo fuori dalla rotta.
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