Nei dintorni di Napoli: 9 mete raggiungibili in giornata
A meno di un'ora dal centro di Napoli si aprono borghi tufacei, basiliche paleocristiane, anfiteatri romani e piccoli porti di pescatori che raramente finiscono sulle guide. Nove mete raggiungibili in giornata, tra i 30 e i 60 chilometri, per chi vuole rientrare la sera con negli occhi un panorama diverso da quello del golfo. Nessun pernotto, solo un pieno di benzina, un treno o un aliscafo e la voglia di scegliere strade laterali.
"Napoli ed il Vesuvio." by Zingaro. I am a gipsy too. is licensed under CC BY 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/.
Napoli è una città che assorbe. Ti trattiene con i suoi vicoli, i suoi rumori, i suoi profumi, e sembra bastare a sé stessa. Eppure, appena si allarga lo sguardo di trenta o quaranta chilometri, si scopre una geografia parallela: borghi arroccati sul tufo, basiliche paleocristiane dimenticate, anfiteatri romani più grandi del Colosseo, porticcioli dove ancora si sala il pesce a mano.
La gita di un giorno ha una sua filosofia: partire con la luce, camminare piano, mangiare senza fretta, tornare prima che faccia buio. Non serve prenotare hotel, non serve preparare la valigia. Basta una macchina, un treno regionale o un aliscafo e la disponibilità a lasciare l'asfalto per una strada secondaria.
Ecco nove mete raggiungibili in giornata dal capoluogo, tutte entro un raggio di sessanta chilometri, scelte fra quelle che il turismo mordi-e-fuggi tende a saltare. Distanze indicative, tempi realistici, e qualche appunto culturale per non arrivare come sprovveduti.
1. Caserta Vecchia
Circa 35 chilometri a nord di Napoli, cinquanta minuti di auto lungo la A1 uscita Caserta Nord, poi la salita fra i castagneti dei monti Tifatini. In treno si arriva a Caserta città (mezz'ora dalla Centrale) e da lì servono un autobus locale o un taxi per gli ultimi otto chilometri di tornanti.
È il borgo medievale che sta sopra la Reggia vanvitelliana, ma non ha nulla della sua monumentalità: strade in pietra calcarea, il Duomo del XII secolo con la sua facciata a bicromia arabo-normanna, un campanile che sembra uscito da una miniatura. Ci si va in primavera o in autunno, quando il caldo della piana non arriva fin quassù. Da provare la mozzarella dei caseifici del versante nord e, in stagione, i funghi porcini dei boschi circostanti.
2. Sant'Agata de' Goti
Circa 55 chilometri a nord-est, un'ora scarsa d'auto passando per Maddaloni e imboccando la Telesina. Il treno non serve il borgo direttamente: la stazione più vicina è a valle e va integrata con un bus.
Uno dei borghi più belli del Sannio, edificato su uno sperone di tufo giallo che precipita a strapiombo sui torrenti Martorano e Riello. Vista dal ponte di ingresso, la parte antica sembra galleggiare. Da vedere la chiesa dell'Annunziata con il ciclo di affreschi trecenteschi del Giudizio Universale e il palazzo ducale con il piccolo teatro all'italiana. Il periodo giusto è la vendemmia: qui si produce l'Aglianico del Taburno, uno dei rossi più eleganti della Campania.
3. Cimitile
Circa 30 chilometri a est di Napoli, quaranta minuti d'auto, oppure Circumvesuviana per Nola e cinque minuti a piedi. È una tappa che non compare quasi mai negli itinerari, e proprio per questo va fatta con calma.
Il complesso basilicale paleocristiano è uno dei più antichi d'Occidente: sette chiese costruite fra il IV e il VI secolo intorno alla tomba di San Felice, con mosaici, sarcofagi e affreschi che raccontano il passaggio dalla Roma tarda al mondo cristiano. Paolino da Nola, poeta e vescovo, ne fu il regista. Si visita in un paio d'ore, meglio la mattina presto quando la luce entra radente nelle absidi.
4. Santa Maria Capua Vetere
Circa 30 chilometri a nord, mezz'ora d'auto in A1 o venticinque minuti di treno regionale dalla Centrale. Da non confondere con Capua, che sta qualche chilometro più a nord.
Qui c'era la Capua antica, la seconda città dell'Italia romana. L'Anfiteatro Campano, di poco più piccolo del Colosseo ma più antico, è dove imparò a combattere Spartaco: si visita insieme al Mitreo, uno dei pochi santuari del culto di Mitra rimasti quasi intatti al mondo. Il Museo dei Gladiatori è recente e ben fatto. Da mangiare, la ricotta di bufala di uno dei caseifici della zona, e a pranzo un piatto di pasta e patate alla vecchia maniera.
5. Cuma
Circa 30 chilometri a ovest, quaranta minuti d'auto attraverso i Campi Flegrei, oppure Cumana fino a Fusaro e da lì un bus. Zona di zolfo, mare e leggenda.
La prima colonia greca d'Occidente, fondata prima ancora di Neapolis. Si sale all'acropoli fra pini marittimi e mirti, si entra nell'Antro della Sibilla, un corridoio scavato nel tufo lungo più di cento metri dove Virgilio ambienta l'incontro di Enea con l'oracolo. In cima, il Tempio di Giove con il panorama sull'isola di Ischia. Il momento migliore è il tardo pomeriggio d'ottobre, quando la luce diventa color miele e i turisti sono già andati via.
6. Sant'Angelo in Formis
Circa 35 chilometri a nord, quarantacinque minuti d'auto. Il paese è piccolo, ma custodisce una delle basiliche romaniche più straordinarie del sud Italia.
Costruita sui resti di un tempio dedicato a Diana Tifatina, la chiesa fu ripresa dai Benedettini di Montecassino nell'XI secolo e affrescata interamente con un ciclo bizantino-cassinese che copre navate, abside e controfacciata: scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, un Giudizio Universale su tre registri. È un libro dipinto, uno dei pochi rimasti così completi in Italia. Si abbina bene con una tappa a Capua per il Museo Provinciale Campano.
7. Vico Equense
Circa 40 chilometri a sud, cinquanta minuti d'auto sulla statale sorrentina, oppure Circumvesuviana Napoli-Sorrento in un'ora scarsa. Si può fermare la macchina in alto e scendere a piedi.
Città sospesa su un costone di tufo con il mare sotto e i monti Lattari alle spalle. La cattedrale della Santissima Annunziata sta al bordo dello strapiombo e regala la fotografia più famosa della zona. Vico è patria della pizza a metro, invenzione degli anni Trenta che ancora si serve nei locali storici del centro. Chi ha voglia di camminare può salire al Faito con la funivia da Castellammare e scendere a piedi fra i castagneti.
8. Cetara
Circa 55 chilometri a sud, un'ora e un quarto d'auto passando per Salerno o, in alternativa, l'autobus SITA dalla stazione di Vietri. È l'ultimo lembo di Costiera Amalfitana prima della piana salernitana ed è la meno turistica del gruppo.
Un porticciolo, una torre vicereale, una spiaggia piccola e la flotta di tonnare che ancora esce all'alba. Qui si produce la colatura di alici, discendente diretto del garum romano: si assaggia con gli spaghetti nelle trattorie del molo, magari con un bicchiere di Furore bianco. Da evitare agosto, meglio maggio o inizio ottobre, quando le barche rientrano e il paese torna a essere un villaggio di pescatori.
9. Procida
Circa 30 chilometri via mare, aliscafo dal molo Beverello in quaranta minuti oppure traghetto da Pozzuoli in un'ora. È l'unica isola del golfo che si visita bene in giornata: tre chilometri quadrati, si gira tutta a piedi.
Le case di Marina Corricella si arrampicano una sull'altra in una tavolozza di rosa, giallo, azzurro e bianco. La Terra Murata, la parte alta fortificata, offre la vista più bella. Capitale italiana della cultura nel 2022, ha mantenuto un'anima ruvida: pescatori, orti di limoni, panetterie che sfornano ancora il pane a legna. Ci si va fuori stagione, quando la Corricella è vuota e il traghetto è mezzo pieno di isolani che tornano dalla spesa.
Come organizzarsi
Le gite verso l'entroterra (Caserta Vecchia, Sant'Agata de' Goti, Sant'Angelo in Formis) rendono meglio in auto: i mezzi pubblici arrivano ma richiedono cambi e attese lunghe. Per Cimitile, Santa Maria Capua Vetere, Vico Equense e Procida il trasporto pubblico funziona bene ed evita il problema del parcheggio. Cuma e Cetara sono un ibrido: fattibili in bus ma più comode in macchina.
Consiglio pratico: uscire di casa entro le otto del mattino, mettere in conto una sosta pranzo di almeno un'ora e mezza (siamo in Campania, non si mangia in fretta) e rientrare entro il tramonto, sia per godere della luce che per evitare il traffico serale di ritorno verso Napoli, che nei giorni feriali è pesante da qualsiasi direzione.
Quali di queste mete si raggiungono meglio in treno?
Santa Maria Capua Vetere è la più semplice: treno regionale diretto dalla Stazione Centrale, meno di mezz'ora, e la stazione è a dieci minuti a piedi dall'anfiteatro. Vico Equense è servita dalla Circumvesuviana Napoli-Sorrento con partenze frequenti. Cimitile si raggiunge scendendo a Nola sulla Circumvesuviana. Per Procida bastano gli aliscafi di Beverello, che partono ogni ora. Le altre mete richiedono almeno un cambio bus o l'uso dell'auto.
Qual è la stagione migliore per queste gite di un giorno?
Aprile-giugno e settembre-ottobre restano i mesi ideali per quasi tutte le destinazioni: temperature miti, giornate lunghe, meno afflusso. I borghi collinari come Caserta Vecchia e Sant'Agata de' Goti sono piacevoli anche in pieno inverno se non piove, mentre Procida e Cetara danno il meglio a maggio e a inizio ottobre. Agosto è da evitare quasi ovunque, sia per il caldo che per il traffico sulle statali costiere.
Infos pratiques
Quelle est la meilleure période pour visiter Nei dintorni di Napoli ?
La période recommandée est Mars, Avril, Mai, Juin, Septembre, Octobre et Novembre, quand l'affluence est moindre.
Nei dintorni di Napoli est-elle bondée ?
Nei dintorni di Napoli est une destination très tranquille par rapport aux sites les plus touristiques.
Où se trouve Nei dintorni di Napoli ?
Nei dintorni di Napoli se trouve en Napoli.