Gura Humorului (Bucovina), Romania

Voronet, la "Cappella Sistina dell'Est" che (quasi) nessuno fotografa

Nelle colline della Bucovina romena, i monasteri dipinti raccontano storie sacre su pareti esterne affrescate da cinque secoli: arte monumentale all'aperto, lontana dai grandi flussi turistici.

Voronet, la "Cappella Sistina dell'Est" che (quasi) nessuno fotografa

Foto: Cezar Suceveanu (CC BY 3.0) — Wikimedia Commons

Arrivi a Gura Humorului tra colline morbide e foreste, e all'inizio non capisci dove guardare. Poi vedi Voronet: un monastero raccolto le cui pareti esterne sono interamente ricoperte di affreschi. Sullo sfondo domina un azzurro così particolare e profondo da essere diventato celebre come "blu di Voronet", su cui si stagliano santi, profeti e scene del Giudizio Universale. Non è un museo dietro un vetro: è arte monumentale all'aperto, esposta da secoli al sole, al vento e alle nevicate dei Carpazi.

I monasteri dipinti della Bucovina, riconosciuti dall'UNESCO, sono diversi: oltre a Voronet ci sono Sucevita, Moldovita, Humor e altri, sparsi nelle valli a breve distanza l'uno dall'altro. Ognuno ha la sua tonalità dominante e i suoi racconti dipinti, pensati cinque secoli fa per insegnare le storie sacre a chi non sapeva leggere. Visitarli in sequenza, lungo strade tranquille tra villaggi rurali, è un piccolo viaggio nel viaggio: poche auto, qualche carro, prati e colline.

Il bello è che qui l'overtourism semplicemente non è arrivato. Anche nelle giornate più frequentate raramente trovi calca: ti capita di restare quasi solo davanti a una parete affrescata, con il tempo di alzare lo sguardo e seguire una scena dopo l'altra. È esattamente il contrario delle code davanti ai grandi monumenti europei.

Per goderteli senza folla, punta sulla tarda primavera o sull'autunno, evitando il cuore dell'estate. Muoviti in mattina presto, rispetta il silenzio dei luoghi di culto ancora attivi e fermati a dormire a Gura Humorului o in una pensione di campagna: spenderai poco e lascerai qualcosa all'economia locale. Porta scarpe comode e una giacca: il clima dei Carpazi cambia in fretta.

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