Viminacium e le fortezze sul Danubio: la Serbia romana che nessuno visita
A pochi chilometri da Pozarevac, l'antica capitale romana di Viminacium e le mura affacciate sul Danubio raccontano duemila anni di storia quasi senza visitatori.
Ci sono luoghi in Europa dove puoi camminare su pavimenti calpestati duemila anni fa senza incontrare quasi nessuno. La pianura intorno a Pozarevac, nel nord-est della Serbia, e uno di questi. Qui sorgeva Viminacium, un tempo capitale della provincia romana della Mesia Superiore: una citta che contava decine di migliaia di abitanti, con terme, anfiteatro e necropoli. Oggi e un parco archeologico aperto, dove il vento attraversa i resti dei mausolei e delle ville sepolte sotto secoli di campi coltivati.
La forza di Viminacium non sta solo nelle pietre, ma nel silenzio. Le cripte e le tombe affrescate, riportate alla luce dagli scavi, conservano colori sorprendentemente vivi. Non troverai code ne barriere di selfie: spesso sei tu, un custode e qualche archeologo al lavoro. A pochi passi, le riproduzioni e i reperti raccontano la vita quotidiana al confine dell'impero, lungo quel Danubio che per Roma era frontiera e via d'acqua insieme.
Il fiume e il filo conduttore di tutta la zona. Risalendo o scendendo lungo le sue rive si incontrano fortezze e cittadelle che hanno cambiato bandiera infinite volte, sentinelle di pietra affacciate sull'acqua. Camminare sui loro bastioni al tramonto, con la corrente larga e lenta sotto di te, restituisce la sensazione di un'Europa di confine, stratificata e poco addomesticata per il turismo.
Per visitare conviene puntare alla mezza stagione, quando la luce e morbida e l'afa della pianura non pesa. Pozarevac si raggiunge facilmente da Belgrado in giornata, ma fermarsi una notte permette di assaporare il ritmo lento della provincia serba, le sue trattorie e la sua ospitalita schietta. E un viaggio per chi cerca la storia senza la folla, e preferisce le rovine che parlano sottovoce.