Costa dei Trabocchi, Abruzzo

Via Verde della Costa dei Trabocchi in bicicletta

Una ciclabile pianeggiante ricavata sull'ex ferrovia adriatica corre lungo la Costa dei Trabocchi, in Abruzzo, tra calette nascoste, gallerie e le antiche macchine da pesca a palafitta. Un litorale appartato che resta lontano dalle grandi rotte balneari, perfetto per il viaggio lento a pedali.

Via Verde della Costa dei Trabocchi in bicicletta

Foto: Idéfix (Public domain) — Wikimedia Commons

C'e' un tratto di Adriatico che il turismo di massa ha quasi dimenticato. La Costa dei Trabocchi, tra Ortona e Vasto, e' un susseguirsi di promontori, spiagge di ghiaia e piccole calette dove l'acqua resta limpida e i lidi affollati sembrano lontani anni luce. A renderla speciale e' la Via Verde: una ciclopedonale ricavata sul sedime della vecchia linea ferroviaria adriatica, dismessa quando il treno e' stato spostato all'interno. Dove un tempo passavano i convogli, oggi si pedala a filo di mare.

Il nome lo danno i trabocchi, le antiche macchine da pesca costruite su palafitte di legno che si protendono sull'acqua come ragni pazienti. Molti sono stati restaurati e alcuni sono diventati ristoranti dove si mangia il pesce appena pescato, sospesi sopra le onde. Vederli sfilare uno dopo l'altro mentre si pedala e' il cuore di questa esperienza.

Il percorso si snoda quasi sempre in piano, perche' segue il tracciato ferroviario, e attraversa gallerie scavate nella roccia che regalano fresco improvviso nelle giornate calde. Da Ortona, con il suo porto e la cattedrale che custodisce le reliquie di San Tommaso, si scende verso sud toccando San Vito Chietino, le marine di Rocca San Giovanni e Fossacesia. Proprio a Fossacesia, sopra la costa, vale una deviazione l'abbazia di San Giovanni in Venere, romanica e affacciata sul mare da una terrazza di ulivi. Si prosegue verso Torino di Sangro e la riserva naturale di Punta Aderci, vicino a Vasto, uno degli angoli piu' selvaggi e fotografati di tutto il litorale, con la sua spiaggia che si raggiunge solo a piedi o in bici.

Lungo il tragitto le calette si alternano alle gallerie e alle stazioncine recuperate. Si scende dalla sella quando se ne ha voglia, per un bagno in un'insenatura riparata o per una sosta all'ombra. Non e' un percorso da fare di corsa: e' fatto apposta per essere assaporato lentamente, fermandosi a ogni trabocco che incanta.

Per arrivarci, il riferimento e' la costa chietina. Pescara, con il suo aeroporto e la stazione ben collegata, e' la porta d'accesso piu' comoda da nord; da li' si raggiungono in treno Ortona o Fossacesia, entrambe punti d'inizio pratici. Le biciclette si noleggiano in diversi punti lungo la Via Verde, anche a pedalata assistita, soluzione utile se si vuole coprire l'intero itinerario senza affaticarsi. Chi viaggia con bici propria puo' caricarla sui treni regionali. Muoversi e' semplice perche' il tracciato e' lineare, ben segnalato e separato dal traffico delle automobili.

Il periodo migliore e' la primavera inoltrata o l'inizio dell'autunno: maggio e giugno regalano giornate lunghe, mare gia' godibile e campagna in fiore, mentre settembre offre acqua ancora tiepida e luce dorata. Sono proprio i mesi in cui si evita la folla: luglio e agosto portano piu' gente anche qui, e il caldo rende la pedalata meno piacevole, mentre nelle stagioni intermedie la Via Verde torna a essere quieta, percorsa soprattutto da ciclisti e camminatori del posto. Le gallerie e i tratti esposti cambiano carattere con la stagione, ma e' fuori dai mesi di punta che la costa mostra il suo volto piu' autentico.

Un consiglio pratico: parti presto al mattino, quando la luce radente accende il legno dei trabocchi e l'aria e' ancora fresca dentro le gallerie. Porta con te acqua a sufficienza e un costume sempre a portata di mano, perche' la tentazione di un tuffo in una caletta arrivera' di sicuro. Se puoi, programma una sosta a pranzo in uno dei trabocchi ristorante prenotando in anticipo, soprattutto nei fine settimana: mangiare il pesce sospesi sull'acqua, con il rumore delle onde sotto le assi, e' il modo migliore per capire perche' questo angolo d'Abruzzo merita di restare un piccolo segreto.

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