Veliko Tarnovo, Bulgaria

Veliko Tarnovo, la capitale dimenticata che si arrampica sullo Yantra

L'antica capitale degli zar bulgari, distesa su tre colli affacciati sulle anse del fiume Yantra, regala atmosfere medievali e quiete a chi cerca un'Europa lontana dalle rotte affollate.

Veliko Tarnovo, la capitale dimenticata che si arrampica sullo Yantra

Foto: File:Tsarevets-Panorama.jpg, www.vacacionesbulgaria.com (Infobgv) File:Church of SS. Peter and Paul, Tarnovo.JPG, Kandi File:St Demetrius Tarnovo Klearchos 2.jpg, Klearchos Kapoutsis File:Veliko Tarnovo - Town Gallery.jpg, MrPanyGoff File:Bulgarian Asen dynasty monument Veliko Tarnovo Klearcho

Veliko Tarnovo non compare quasi mai negli itinerari europei "da fare prima dei trent'anni", eppure basta affacciarsi dal centro per capire perche meriterebbe di esserci. La citta si aggrappa a tre colli che il fiume Yantra ha modellato in anse strette e profonde, e le case ottomane sembrano impilate le une sulle altre, balconi di legno sospesi sul vuoto. La luce del tramonto le accende di ocra e ruggine, e in giro non trovi quasi nessuno.

Il cuore storico e la fortezza di Tsarevets, costruita sull'omonima collina e per secoli centro del potere quando Veliko Tarnovo fu capitale del Secondo Impero Bulgaro, nel Medioevo. Si sale a piedi tra mura, torri e il patriarcato in cima, da cui lo sguardo abbraccia tutta la valle. Non aspettarti folle né code: spesso percorrerai i camminamenti quasi in solitudine, con il vento e il rumore del fiume in basso come unica compagnia.

Sotto la fortezza si distende Samovodska Charshia, la vecchia via degli artigiani, dove ceramisti, fabbri e tessitori lavorano ancora in botteghe minuscole. Vale la pena fermarsi senza fretta, comprare qualcosa direttamente da chi lo produce e poi cercare una mehana per una zuppa di tarator o una grigliata, accompagnata da un vino rosso della regione. I prezzi restano bassi e l'accoglienza e genuina, priva di quella patina turistica che altrove appiattisce tutto.

Da qui si raggiungono facilmente il villaggio museo di Arbanasi, a pochi chilometri, e i monasteri sparsi tra le colline. Per goderne davvero conviene muoversi a piedi e a ritmo lento, dormire in una guesthouse a conduzione familiare e dare il proprio piccolo contributo a un'economia locale che vive ancora di mani e di mestieri, non di flussi di massa.

← Tutte le guide