Val Visdende, l'anfiteatro segreto del Comelico
Nel Comelico, angolo orientale delle Dolomiti bellunesi, la Val Visdende è una conca prativa circondata da boschi e cime. Una delle zone più integre e silenziose delle Dolomiti, fuori dai flussi turistici di Cortina e Auronzo.
Foto: autore sconosciuto — Wikimedia Commons
Le Dolomiti sono diventate sinonimo di code, parcheggi a pagamento e selfie sulle vette più fotografate. Eppure, in un angolo nordorientale del Bellunese, esiste ancora una conca dove il rumore dominante è quello del vento tra gli abeti: la Val Visdende, nel cuore del Comelico. È una delle aree più integre dell'intero arco dolomitico, e la sua fortuna è proprio di trovarsi lontano dai grandi nomi, fuori dalle rotte che convogliano le folle verso Cortina d'Ampezzo e Auronzo.
La Val Visdende è un grande anfiteatro naturale: un fondovalle prativo, attraversato dal Cordevole di Visdende, circondato da estese foreste di conifere e chiuso da una corona di montagne al confine con l'Austria. La sua bellezza non è quella verticale e teatrale delle Tre Cime, ma una bellezza più dolce e raccolta, fatta di prati ondulati, malghe, larici e silenzio. Le sue foreste sono storiche e pregiate, da secoli legate all'economia del legno della zona.
L'accesso avviene dal Comelico, la valle che si stacca verso est dall'alto Cadore. Si risale verso i paesi del Comelico, come Santo Stefano di Cadore e San Pietro di Cadore, da cui una strada conduce all'imbocco della valle. Una volta dentro, la Val Visdende si percorre lentamente: la conca è percorsa da strade forestali e sentieri che la rendono ideale per camminare e pedalare in mountain bike, tra una malga e l'altra.
L'itinerario più naturale è l'esplorazione della conca stessa. Si può seguire il fondovalle tra i prati, raggiungere le malghe e le casere sparse, e poi salire ai margini boscati o ai valichi che la circondano. Diversi sentieri portano in quota verso le cime e i passi di confine, offrendo punti panoramici sull'intero anfiteatro. Chi cerca un impegno maggiore trova rifugi e itinerari d'alta quota nei gruppi montuosi circostanti, mentre chi desidera una giornata tranquilla può limitarsi a un anello nel fondovalle, con soste lungo il torrente.
Per arrivarci serve un po' di volontà, ed è parte del fascino. Il Comelico è una valle laterale, servita dalla strada che risale il Cadore; i mezzi pubblici raggiungono i paesi principali, ma per addentrarsi nella Val Visdende è comodo avere l'auto fino all'imbocco, lasciandola poi per esplorare a piedi. Conviene fare scorta di provviste nei paesi a valle e informarsi presso gli uffici turistici del Comelico su strade, malghe aperte e sentieri percorribili.
Il periodo ideale va dall'inizio dell'estate all'autunno. Giugno porta i prati in piena fioritura e le cascate gonfie di acqua di fusione; luglio offre giornate lunghe e malghe attive; settembre regala aria limpida, i primi gialli dei larici e una quiete totale. Proprio perché manca un grande richiamo turistico, la valle resta tranquilla anche nei mesi in cui le mete dolomitiche più note scoppiano. Mentre attorno alle Tre Cime si fatica a trovare posto, qui è facile camminare per ore incontrando solo malgari, mucche e qualche escursionista. Settembre, in particolare, unisce il silenzio dell'autunno alle giornate ancora miti.
Un consiglio pratico: vivete la valle con lentezza e portate rispetto al suo equilibrio. Non aspettatevi servizi capillari come nelle località alla moda; aspettatevi piuttosto malghe dove assaggiare prodotti locali e prati dove fermarvi senza nessuno intorno. Partite al mattino per cogliere la luce radente sull'anfiteatro, portate scorte d'acqua e strati caldi perché le sere in quota sono fresche anche d'estate, e lasciate l'auto il prima possibile: la Val Visdende si capisce solo camminando.