Traversata della Maiella per il Blockhaus e l'Anfiteatro
Nel Parco Nazionale della Maiella, a cavallo tra le province di Chieti e Pescara, altipiani lunari e valloni profondi disegnano la 'montagna madre' d'Abruzzo. Un massiccio vasto e selvaggio, defilato rispetto al vicino Gran Sasso e ancora poco frequentato.
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Gli abruzzesi la chiamano la montagna madre, e basta percorrerne le creste per capire perche. La Maiella e un massiccio enorme e compatto, fatto di altipiani d'alta quota che sembrano paesaggi lunari, di valloni che si incidono nella roccia come ferite profonde e di una solitudine che spiazza chi e abituato a montagne piu addomesticate. Pur essendo a poca distanza dal piu celebre Gran Sasso, la Maiella resta defilata, meno fotografata e meno battuta: un intero parco nazionale dove si puo camminare per ore senza incontrare nessuno.
La traversata classica attraversa il cuore del massiccio partendo dalla zona del Blockhaus, il celebre balcone reso noto anche dalle salite del ciclismo, che si raggiunge dal versante di Pretoro e Roccamorice. Da qui i sentieri salgono verso le cime principali toccando il Monte Focalone e avvicinandosi al Monte Amaro, la vetta piu alta del gruppo e la seconda dell'intero Appennino. Lungo il cammino si affacciano sull'Anfiteatro delle Murelle, una grandiosa conca rocciosa circondata da pareti e pinnacoli, uno degli scenari piu spettacolari e meno conosciuti di tutta la catena appenninica.
Il paesaggio della Maiella e severo e affascinante. Sugli altipiani sommitali il bosco scompare e resta solo la pietraia chiara battuta dal vento, punteggiata dai cuscini di pino mugo, mentre piu in basso si aprono faggete fitte e valloni come la Valle di Taranta o la Valle dell'Orfento, scavata dall'acqua. Su questi versanti vive ancora il camoscio appenninico, salvato dall'estinzione, e non e raro scorgere aquile in volo sopra le creste. La presenza dell'uomo si percepisce solo negli antichi eremi rupestri scavati nella roccia e nei ricoveri dei pastori, segni di una frequentazione discreta e antichissima, fatta di transumanze, di monaci e di gente di montagna che ha sempre saputo convivere con questa natura aspra.
Dal punto di vista escursionistico la traversata si svolge in gran parte in alta quota su terreno aperto, con sentieri segnalati ma spesso solitari. Non presenta in genere i passaggi esposti delle creste piu tecniche, ma richiede comunque buon allenamento per i dislivelli importanti, capacita di orientamento sugli altipiani dove i punti di riferimento scarseggiano, e autonomia. Sulla sommita non ci sono fonti d'acqua e gli unici ricoveri sono bivacchi spartani, percio molti spezzano la traversata pernottando in quota e portando con se tutto il necessario.
Per arrivare si raggiunge questo versante della Maiella dai paesi ai piedi del massiccio come Pretoro, in provincia di Chieti, oppure Roccamorice e Caramanico Terme, in provincia di Pescara, da cui salgono le strade verso gli attacchi dei sentieri e verso il Blockhaus. I mezzi pubblici sono limitati e diradano molto in quota, quindi l'auto e quasi indispensabile per gestire la logistica di una traversata, che essendo lineare richiede di organizzare il recupero al punto di arrivo.
Il periodo giusto e l'estate e l'inizio dell'autunno, da luglio a settembre, quando gli altipiani sono liberi dalla neve, che qui puo resistere a lungo nelle conche. Luglio e agosto offrono giornate lunghe ma anche temporali pomeridiani da tenere d'occhio, mentre settembre regala aria limpida, temperature piu fresche e una quiete ancora maggiore. Anche in piena estate, mentre il Gran Sasso e le coste abruzzesi si riempiono, sulla Maiella si cammina quasi sempre in solitudine: e questa, forse, la sua eredita piu preziosa.
Un consiglio pratico: sugli altipiani sommitali, esposti e privi di ripari, il meteo detta legge e la nebbia puo cancellare ogni riferimento in pochi minuti. Parti molto presto per scendere prima dei temporali del pomeriggio, porta con te abbondante acqua perche in quota non ne troverai, e affidati a cartografia e GPS per orientarti nel grande deserto di pietra. Cosi la montagna madre ti accogliera con uno dei suoi panorami piu vasti e silenziosi.