Tour del Monte Grappa tra trincee e malghe
Il massiccio del Monte Grappa, tra Belluno, Treviso e Vicenza, e' una montagna isolata e silenziosa segnata dalla Grande Guerra. Lontano dalle Dolomiti piu mondane, qui si cammina tra malghe, altopiani e memoriali frequentati quasi solo da escursionisti locali.
Foto: Erich Schmid (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Il Monte Grappa e' una montagna che la maggior parte dei turisti del Veneto attraversa solo con lo sguardo, scorgendola all'orizzonte dalla pianura. Massiccio isolato, separato dalle Dolomiti vere e proprie, non ha le cime celebri che riempiono le copertine: per questo, a parte le giornate clou d'estate intorno alla vetta, i suoi altopiani e i suoi boschi restano percorsi quasi solo da chi vive ai suoi piedi, tra Bassano, Feltre e la pedemontana trevigiana.
Il cuore simbolico del massiccio e' Cima Grappa, dove sorge il grande Sacrario Militare, monumentale memoriale che custodisce le spoglie di decine di migliaia di caduti italiani e austro-ungarici della Prima Guerra Mondiale. Qui il Grappa fu teatro di battaglie durissime dopo Caporetto, e l'intera montagna conserva ancora trincee, gallerie e camminamenti. Vicino al sacrario si visita la Galleria Vittorio Emanuele III, lungo sistema di cunicoli scavati nella roccia, e il piccolo museo della guerra: per questo il Grappa e' insieme meta escursionistica e luogo della memoria.
L'itinerario classico e' un anello che combina la salita verso la cima con la traversata degli altopiani circostanti. Si puo partire dal versante di Romano d'Ezzelino o di Borso del Grappa, salendo lungo la strada Cadorna, l'arteria militare costruita durante la guerra, oppure scegliere i sentieri che attraversano le malghe. La zona del Col Campeggia, dei Lebi e dell'altopiano delle Meatte offre pascoli ampi, malghe attive e una rete fitta di sentieri segnalati. Sul versante bellunese, verso Seren del Grappa e la Val delle Mure, il paesaggio si fa piu selvaggio e solitario.
Un elemento che rende speciale il Grappa sono le sue malghe: molte sono ancora in attivita e d'estate producono il Morlacco e il Bastardo, formaggi tipici di questa montagna, che si possono acquistare direttamente o assaggiare negli agriturismi. Camminare di malga in malga, lungo i prati d'alta quota punteggiati di doline e fioriture, e' uno dei modi piu autentici per conoscere il massiccio. Lungo il cammino si incontrano di continuo i segni della guerra, dalle trincee ricostruite ai cippi commemorativi sparsi tra l'erba.
Per arrivare serve quasi sempre l'auto. La strada Cadorna porta fino in cima al Grappa partendo dalla pedemontana, ma e' stretta e tortuosa, da percorrere con calma. Chi preferisce salire a piedi puo lasciare l'auto piu in basso, a Borso, Romano d'Ezzelino o sul versante feltrino, e seguire i sentieri del CAI. Una volta in quota ci si muove esclusivamente a piedi o in mountain bike, lungo sterrate e tracce ben segnalate; le distanze tra rifugi e malghe sono affrontabili in giornata.
I mesi giusti sono giugno, quando i pascoli sono verdi e le malghe aprono, e settembre e ottobre, quando l'aria si fa limpida, i boschi virano al giallo e al rosso e la calura estiva e' un ricordo. In questi periodi il Grappa e' particolarmente tranquillo: a differenza delle Dolomiti affollate, qui anche nei fine settimana di mezza stagione si incontrano soprattutto escursionisti del posto e qualche cicloturista. La cima resta meno trafficata e gli altopiani sono spesso deserti, perfetti per chi cerca silenzio.
Un consiglio pratico: la cima del Grappa e' molto piu esposta e fresca della pianura sottostante, e le condizioni meteo cambiano in fretta, con nebbie che salgono rapide. Porta giacca a vento e strati caldi anche d'estate, parti presto per goduere dei panorami prima che le nuvole coprano la pianura veneta, e calcola tempo a sufficienza per fermarti al sacrario e nelle gallerie. Visitare il Grappa significa unire la fatica del cammino al raccoglimento davanti a un luogo che porta ancora addosso la sua storia.