Spagna, Asturie

Somiedo e i pascoli degli orsi

Nelle Asturie, lontano dalle mete più note del nord della Spagna, il parco naturale di Somiedo custodisce laghi glaciali, capanne di pastori dal tetto di ginestra e l'ultimo rifugio dell'orso bruno cantabrico. Un angolo verde e quasi deserto della Cordigliera.

Somiedo e i pascoli degli orsi

Foto: ALusitana (CC BY-SA 3.0 es) — Wikimedia Commons

Il nord verde della Spagna ha le sue mete celebri, dai Picos de Europa alle spiagge atlantiche, ma poco più a ovest, nel cuore della Cordigliera Cantabrica, c'è una valle che il turismo ha quasi dimenticato. È il parco naturale di Somiedo, nelle Asturie, una conca di montagne tondeggianti, faggete, pascoli e laghi glaciali dove la vita scorre ancora al ritmo della pastorizia. Riconosciuto come riserva della biosfera, Somiedo è soprattutto il regno dell'orso bruno cantabrico, di cui questa zona rappresenta uno degli ultimi rifugi in Spagna. Vedere un orso non è garantito e nemmeno l'obiettivo principale, ma sapere di camminare in un territorio dove vive ancora cambia il senso del cammino.

Il segno più caratteristico del paesaggio sono le brañas, i pascoli d'altura dove i pastori salivano in estate con le mandrie. Qui sorgono le teitos, capanne in pietra dal tetto coperto di ginestra o di erba, una tecnica costruttiva antica che a Somiedo si è conservata come in pochi altri posti. Camminare tra queste capanne sparse sui prati, alcune ancora usate, è come sfogliare un libro di storia rurale all'aperto. Il villaggio di Veigas è uno dei luoghi dove le teitos si vedono meglio raggruppate.

Le mete escursionistiche più amate sono i laghi. I Lagos de Saliencia formano una catena di specchi d'acqua glaciali incastonati tra le montagne, che si raggiungono con un percorso di crinale di grande respiro; lungo lo stesso versante si trova il Lago del Valle, il più grande del parco, in fondo a una valle che si risale a piedi partendo dal paese di Valle de Lago. Le basi più comode per esplorare sono il capoluogo Pola de Somiedo e i piccoli borghi sparsi sui versanti, da cui si dipartono i sentieri.

Per arrivare ci vuole un po' di volontà: Somiedo è defilato rispetto agli assi principali, si raggiunge in auto risalendo le valli dal centro delle Asturie, e i collegamenti pubblici sono rari. Proprio questo isolamento spiega perché sia rimasto così tranquillo. Sul posto ci si muove a piedi lungo itinerari segnati di varia difficoltà. Le camminate verso i laghi sono mediamente impegnative: salite costanti su sentieri di montagna e fondo a tratti sconnesso, con dislivelli da affrontare con buone gambe ma senza difficoltà tecniche. Ci sono anche passeggiate più brevi tra le brañas, adatte a chi vuole un cammino tranquillo, e percorsi più lunghi per chi cerca un'intera giornata in quota.

Il periodo migliore va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno. Maggio e giugno vestono i prati di fiori, i ruscelli sono pieni e le giornate si allungano; settembre porta aria limpida, i primi colori delle faggete e una quiete profonda. Va messo in conto il clima atlantico: pioggia e nebbia possono arrivare in qualsiasi mese, e in quota le condizioni cambiano in fretta. La folla, in ogni caso, raramente è un problema. Solo qualche fine settimana estivo porta un po' di gente ai laghi più famosi; nei giorni feriali e fuori stagione si cammina spesso in solitudine, incrociando più mucche e cavalli che escursionisti.

Un consiglio pratico: la primavera e l'autunno sono i momenti in cui gli orsi sono più attivi sui versanti, quindi se ti interessa l'osservazione della fauna porta un binocolo e dedica le prime luci dell'alba o le ultime della sera a scrutare con calma i pendii da lontano, senza mai cercare di avvicinarti. Vesti a strati e metti sempre in valigia una giacca impermeabile, perché qui il sole e la pioggia si alternano nello stesso giorno. E concediti il tempo di fermarti in un borgo a parlare con i pastori: la cultura delle brañas è viva quanto il paesaggio.

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