Monsanto, il villaggio portoghese che vive dentro la roccia
Arroccato tra enormi massi di granito nell'entroterra del Portogallo, Monsanto è un borgo dove le case si confondono con i macigni e il turismo di massa non è mai arrivato.
Foto: Monica Andre from Portugal (CC BY 2.0) — Wikimedia Commons
A poco più di un'ora dalla frontiera spagnola, nell'interno della Beira Baixa, Monsanto sembra sospeso fuori dal tempo. Il villaggio si aggrappa al fianco di una collina ricoperta di enormi massi di granito, e le abitazioni si sono adattate alla pietra invece di domarla: alcune case sono incastrate tra i macigni, altre hanno per tetto un'unica lastra di roccia che pesa decine di tonnellate. Camminare per i suoi vicoli lastricati significa passare sotto, accanto e talvolta dentro la montagna stessa.
La salita verso il castello in rovina, in cima al paese, è il momento migliore della visita. Da lassù lo sguardo corre senza ostacoli sulle pianure della Beira, sui terreni coltivati e sui villaggi lontani. Non ci sono autobus turistici né file ordinate: solo il vento, qualche capra e il silenzio. Le pietre del castello raccontano secoli di storia di confine, anche se conviene affidarsi ai pannelli locali piuttosto che a leggende troppo precise.
Monsanto fa parte della rete delle Aldeias Históricas de Portugal, i borghi storici dell'entroterra che il Paese sta cercando di valorizzare proprio per alleggerire la pressione turistica sulle coste. Qui si dorme in piccole guesthouse a conduzione familiare, si mangia cucina contadina nelle poche tasche del paese e si comprano prodotti artigianali direttamente da chi li fa. È turismo lento per definizione, fatto di passi e di conversazioni.
Il consiglio è di fermarsi almeno una notte: quando i pochi visitatori di giornata se ne vanno, il villaggio torna ai suoi abitanti e alla luce dorata del tramonto sulla pietra. Per la festa della Santa Cruz, a maggio, le donne lanciano dalle mura ceste di fiori, ma chi cerca davvero la quiete farà meglio a venire fuori stagione.