Entroterra siciliano, da Palermo ad Agrigento

Magna Via Francigena gravel nella Sicilia interna

La Magna Via Francigena collega Palermo ad Agrigento attraverso il cuore rurale della Sicilia. Un antico cammino convertito a percorso gravel tra feudi, campi di grano e borghi dell'interno, lontanissimo dal mare turistico e percorso da pochissimi.

Magna Via Francigena gravel nella Sicilia interna

Foto: Ludvig14 (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

C'e' una Sicilia che il turismo balneare non vede mai: e' quella dell'interno, fatta di colline di grano, feudi solitari, masserie e piccoli borghi rurali dove il tempo sembra essersi fermato. La Magna Via Francigena attraversa esattamente questo cuore nascosto dell'isola, collegando Palermo, sulla costa nord, ad Agrigento, a sud, lungo un antico itinerario storico che univa le due coste passando per le terre interne. Nata come cammino a piedi, oggi e' una meta amatissima anche da chi viaggia in gravel, perche' i suoi sterrati e le sue strade bianche tra i campi sono un invito perfetto alle ruote larghe.

Il fascino di questa traversata sta proprio nel contrasto con la Sicilia da cartolina. Niente spiagge affollate, niente lungomare: qui si pedala tra distese di grano che cambiano colore con le stagioni, lungo crinali ventosi, accanto a vecchie masserie e attraverso paesi che vivono di agricoltura e che vedono pochissimi viaggiatori. Si toccano centri dell'entroterra come Corleone, immersa tra le montagne, e altri borghi rurali distribuiti lungo il tracciato, fino ad avvicinarsi alla Valle dei Templi di Agrigento, dove l'itinerario si chiude con uno dei luoghi archeologici piu' straordinari del Mediterraneo. Tra partenza e arrivo c'e' un susseguirsi di feudi storici, abbazie e paesaggi agrari che raccontano la Sicilia profonda.

L'itinerario si sviluppa come una traversata da costa a costa, che si percorre tradizionalmente in piu' giorni a tappe, appoggiandosi ai borghi lungo il cammino per mangiare e dormire. Questo lo rende un viaggio piu' che una semplice uscita: un attraversamento lento dell'isola, dove ogni giorno porta paesaggi e paesi diversi. Si parte dalla cornice urbana di Palermo, si sale verso l'interno collinare e montuoso, e poi si scende gradualmente verso la costa meridionale e Agrigento.

In termini di terreno, qui siamo nel mondo del gravel: il fondo alterna sterrati, strade bianche tra i campi, tratturi e qualche tratto asfaltato secondario, sempre su itinerari a bassissimo traffico. Il profilo non e' piatto: la Sicilia interna e' fatta di colline continue, e il cammino sale e scende di valle in valle, accumulando dislivello giorno dopo giorno. Non e' un percorso tecnicamente estremo, ma richiede una bici adatta agli sterrati, gomme generose e un buon spirito di adattamento, perche' tra una tappa e l'altra i tratti isolati sono lunghi. L'impegno e' quello di un viaggio a tappe in autonomia, da dosare in base al proprio allenamento.

Il periodo migliore copre la primavera e l'autunno, da aprile a ottobre, evitando il cuore dell'estate. La primavera e' forse il momento piu' bello: i campi sono verdi e poi dorati, le fioriture accendono le colline e le temperature sono ideali per pedalare a lungo. L'autunno offre luci calde e aria piu' fresca dopo la calura. Il vantaggio enorme di questo itinerario e' che, trovandosi nell'interno, resta lontano dall'overtourism costiero in ogni stagione: mentre le spiagge e le citta' d'arte si riempiono, queste campagne restano vuote e silenziose. In piena estate, pero', il caldo torrido dell'entroterra siciliano rende le pedalate molto dure, percio' i mesi di spalla sono nettamente preferibili.

Un consiglio pratico: pianifica bene le tappe e i punti di rifornimento, perche' nell'interno siciliano i paesi possono essere distanti tra loro e i servizi non sempre garantiti. Parti ogni mattina con acqua abbondante e qualcosa da mangiare, e approfitta dei borghi per fare scorta e scambiare due parole con la gente del posto: e' proprio l'accoglienza dei piccoli centri rurali, abituati ai pellegrini del cammino, a rendere unica questa traversata. E goditi la lentezza, perche' qui il viaggio conta piu' della meta.

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