Tuscia, Lazio

Lago di Vico e Monti Cimini: anello tra faggete e riserva

Nel cuore della Tuscia viterbese, il Lago di Vico è il bacino vulcanico più integro del Lazio, protetto da una riserva naturale e circondato da faggete e castagneti. Lontano dai laghi più turistici, regala silenzio, sentieri ombrosi e acque pulite a poca distanza da Roma.

Lago di Vico e Monti Cimini: anello tra faggete e riserva

Foto: Claudio Caravano (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Il Lago di Vico resta uno dei segreti meglio custoditi del Lazio. Nato dentro un antico cratere vulcanico ai piedi dei Monti Cimini, è circondato da una Riserva Naturale che ne ha frenato la cementificazione: niente file di ombrelloni, niente lungolago affollato, ma canneti, boschi e una luce che cambia con le ore. Mentre i visitatori si concentrano sui laghi di Bracciano o di Bolsena, qui si cammina spesso da soli, accompagnati solo dal verso degli uccelli acquatici.

Il punto di partenza naturale è il borgo di Caprarola, celebre per la sontuosa Villa Farnese, capolavoro del Rinascimento che merita una visita prima o dopo l'escursione. Da qui ci si abbassa verso il lago seguendo le indicazioni per la Riserva Naturale Lago di Vico. Il percorso ad anello che gira attorno allo specchio d'acqua è il modo migliore per coglierne il carattere: si alternano tratti pianeggianti lungo la riva, canneti che ospitano aironi e svassi, e radure coltivate a noccioleti, la grande vocazione agricola di questa zona.

Lungo il giro si incontra la sponda nord, più selvaggia e umida, dove la riserva tutela un'area di grande valore naturalistico. Sul versante che sale verso la Faggeta del Monte Venere si trova uno degli aspetti più sorprendenti del luogo: una faggeta depressa, cioè un bosco di faggi che cresce a quote insolitamente basse grazie al microclima fresco e umido del cratere, fenomeno che ha contribuito al riconoscimento dell'area tra i siti faggeti d'Europa tutelati dall'Unesco. Salire verso il Monte Venere, il rilievo che si specchia nel lago, regala scorci dall'alto sull'intero bacino.

Il borgo di Ronciglione, sull'altro lato, chiude idealmente il quadro con il suo centro storico, le fontane e l'atmosfera tranquilla. È una buona base anche per chi vuole spezzare il giro in due giornate, dedicando tempo sia al cammino sia ai paesi.

Chi ha più tempo può allargare lo sguardo all'intero comprensorio dei Cimini. Il Monte Cimino, poco a nord, è il rilievo più alto di questo antico sistema vulcanico ed è coperto da una faggeta secolare attraversata da sentieri panoramici; sulla sua sommità si trova la celebre Pietra Sospesa, un enorme masso in bilico che da sempre alimenta leggende locali. Anche i borghi vicini come Soriano nel Cimino e Vitorchiano, con le loro cinte murarie e le architetture medievali, meritano una deviazione e completano il ritratto di una Tuscia interna che vive di boschi, pietra e tradizioni contadine.

Arrivare è semplice in auto: dal Grande Raccordo Anulare di Roma si imbocca la via Cassia o l'autostrada verso Viterbo, raggiungendo Caprarola e Ronciglione in poco più di un'ora. Con i mezzi pubblici si può raggiungere Viterbo in treno e proseguire con autobus locali verso i borghi cimini, ma per girare attorno al lago e cogliere i sentieri della riserva l'auto resta la soluzione più comoda. Una volta sul posto, ci si muove a piedi o in bicicletta lungo le strade poderali e i tracciati segnalati.

Il periodo migliore è la primavera, tra aprile e maggio, e l'autunno di ottobre. In primavera i boschi si riempiono di verde tenero e fioriture, le giornate sono miti e l'umidità del cratere rende l'aria fresca anche quando la pianura inizia a scaldarsi. In ottobre la faggeta e i castagneti virano al rosso e all'oro, ed è la stagione delle castagne e delle nocciole. Sono mesi che evitano sia la calura estiva sia il flusso, comunque modesto, dei pochi bagnanti di luglio e agosto: nelle mezze stagioni la riserva è quasi deserta e i sentieri tutti per chi cammina.

Un consiglio pratico: parti presto la mattina, soprattutto sulla sponda nord, dove la nebbia che sale dal lago all'alba crea atmosfere irripetibili e dove gli uccelli acquatici sono più attivi. Porta con te un binocolo se ami il birdwatching, scarpe impermeabili per i tratti umidi vicino ai canneti, e lascia spazio nello zaino per i prodotti locali: le nocciole dei Cimini e i piatti a base di castagne sono il modo più goloso di portarti a casa un pezzo di questa Tuscia ancora autentica.

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