Agro Falisco e Amerino, Umbria-Lazio

La Via Amerina a piedi: sull'antica strada degli Etruschi e dei Romani

Tra l'Agro Falisco laziale e l'Amerino umbro, la Via Amerina conserva tratti di basolato romano, necropoli rupestri e forre nascoste nel tufo. È una via consolare dimenticata, lontana dai circuiti turistici, ideale per camminare nella storia in solitudine.

La Via Amerina a piedi: sull'antica strada degli Etruschi e dei Romani

Foto: K.Weise (Public domain) — Wikimedia Commons

Poche strade raccontano tanta storia rimanendo così poco frequentate come la Via Amerina. Nata in epoca romana per collegare il territorio falisco a Roma e proseguire verso Amelia, in Umbria, ricalca in parte percorsi etruschi ancora più antichi. Oggi è un itinerario a piedi che attraversa un paesaggio sorprendente, fatto di forre scavate nel tufo, boschi, necropoli rupestri e tratti di basolato originale, eppure resta quasi sconosciuto al grande turismo, oscurato dalla vicina Roma e dalle mete più celebri della Tuscia.

Il cuore archeologico del percorso si trova nell'Agro Falisco, attorno a Civita Castellana, l'antica Falerii. Qui si possono vedere i resti di Falerii Novi, città romana di cui sopravvivono la cinta muraria e le porte monumentali, immerse nella campagna. Da questa zona la Via Amerina si addentra in profonde forre, le incisioni vallive tipiche del territorio vulcanico, dove la strada antica corre incassata tra pareti di tufo coperte di muschio. Lungo questi tratti si incontrano necropoli rupestri con tombe scavate nella roccia e ponti antichi, in un'atmosfera che mescola archeologia e natura selvaggia.

Proseguendo verso nord il cammino tocca centri come Corchiano, Gallese e Vasanello, con i loro nuclei storici, per poi avvicinarsi al Tevere e risalire verso l'Umbria. Sul versante umbro la meta naturale è Amelia, l'antica Ameria, che dà il nome alla via: città dalle imponenti mura poligonali in opera pre-romana, tra le più antiche d'Italia. Camminare la Via Amerina significa quindi muoversi tra due regioni e attraversare millenni, dagli Etruschi e Falisci ai Romani fino al Medioevo, quando questa direttrice fece parte dei corridoi che collegavano Roma all'Esarcato.

Il percorso si presta a essere suddiviso in più tappe e adattato alle proprie esigenze: c'è chi ne percorre solo i tratti più spettacolari, come le forme di Corchiano, e chi affronta l'intero collegamento tra l'Agro Falisco e Amelia. La difficoltà è in genere moderata, con dislivelli contenuti ma fondi a volte irregolari, specie nelle forre dove il terreno può essere umido e scivoloso. Proprio in questi tratti incassati si cammina spesso completamente soli, immersi in un silenzio rotto solo dall'acqua e dagli uccelli.

Come arrivare: il riferimento meridionale è Civita Castellana, ben collegata a Roma e raggiungibile anche tramite la stazione di Orte, importante nodo ferroviario sulle linee per Roma, Firenze e Ancona. Sul lato umbro, Amelia si raggiunge in auto dalla superstrada Terni-Orte. L'auto resta il mezzo più pratico per gestire la logistica di un percorso lineare, lasciando un veicolo a un'estremità, mentre il treno permette di avvicinarsi senza problemi alle due testate del cammino.

Il periodo migliore va dalla primavera all'autunno, in particolare aprile, maggio e ottobre. In questi mesi le forre sono fresche e ombrose, la vegetazione è rigogliosa ma non soffocante e l'acqua dei ruscelli rende ancora più suggestivi i tratti incassati nel tufo. Si evita così il caldo estivo, che nelle forre può comunque essere mitigato dall'ombra ma rende faticosi i tratti aperti, e l'umidità invernale che rovina i fondi. La scarsa notorietà del percorso fa sì che, anche in alta stagione turistica per le città vicine, qui si incontrino pochissime persone: il turismo di massa passa accanto senza accorgersene.

Un consiglio pratico: indossa scarpe con suola ben aggrappante e metti in conto che alcuni tratti nelle forre possono essere fangosi o invasi dalla vegetazione, soprattutto dopo le piogge. Informati in anticipo sullo stato dei sentieri presso le associazioni e i comuni locali, che curano la valorizzazione della via. E concediti soste lente davanti alle tombe rupestri e ai resti di basolato: la Via Amerina non stupisce con un unico grande monumento, ma con la somma di mille tracce del passato che affiorano lungo il cammino.

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