Belgio, Germania e Lussemburgo (massicci Eifel-Ardenne)

La Vennbahn: ex ferrovia tra tre Paesi nell'Eifel

Tra Belgio, Germania e Lussemburgo, la Vennbahn trasforma una vecchia linea ferroviaria in una delle greenway più lunghe d'Europa. Attraversa altopiani torbosi e foreste dell'Eifel-Ardenne, lontana dai grandi flussi turistici, con pendenze dolci da ex ferrovia adatte a tutti.

La Vennbahn: ex ferrovia tra tre Paesi nell'Eifel

Foto: No machine-readable author provided. HesseTom~commonswiki assumed (based on copyright claims). (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Le vecchie ferrovie sono il regalo più generoso che il passato possa fare a un ciclista: pendenze quasi impercettibili, curve ampie, gallerie e viadotti pensati per i treni e oggi restituiti a chi pedala. La Vennbahn è una di queste, e per giunta una delle più lunghe del continente, eppure resta sorprendentemente poco frequentata da chi non vive nella regione. Il motivo è semplice: attraversa un angolo dell'Europa, il triangolo tra Belgio orientale, Germania occidentale e Lussemburgo settentrionale, che pochi associano alle vacanze in bici.

La linea storica nasceva per trasportare carbone e minerali attraverso l'altopiano dell'Eifel, e il suo tracciato disegna ancora oggi quella curiosa geografia di confini intrecciati: in più punti il percorso corre in territorio belga pur essendo circondato dalla Germania, eredità di vecchi accordi sulla proprietà della ferrovia. Si parte di solito da Aquisgrana, città imperiale dalla cattedrale straordinaria, e da lì si scende verso sud entrando ben presto nei Cantoni dell'Est belgi, di lingua tedesca. Una tappa naturale è Monschau, borgo a graticcio incastonato in una valle stretta, tra i più belli della regione.

Il cuore selvaggio dell'itinerario è l'Alto Fens, l'Hohes Venn: un vasto altopiano di torbiere e brughiere, area naturale protetta, dove il clima è più rude e il paesaggio quasi nordico. Si pedala accanto a distese di erica e a passerelle in legno che proteggono il suolo fragile. Più avanti si tocca Sankt Vith, poi si scende verso le valli più verdi fino a sfiorare il Lussemburgo, dove la Vennbahn si raccorda con altre piste, in direzione di Troisvierges. Lungo il cammino le vecchie stazioni, i caselli e i ponti raccontano la storia industriale della linea, e non mancano i punti di sosta ricavati proprio dagli edifici ferroviari.

La natura da ex tracciato ferroviario rende la Vennbahn ideale per quasi tutti: il fondo è in larga parte asfaltato e ben tenuto, le pendenze sono dolci e costanti, senza strappi. Andando da nord a sud e poi risalendo, si alternano tratti in leggera salita verso l'altopiano e lunghe discese rilassanti, ma nulla che richieda gambe da scalatore. È un percorso che si presta benissimo alle famiglie e a chi vuole macinare chilometri senza soffrire, anche con bici da turismo non specialistiche o con e-bike.

Per arrivarci, Aquisgrana è ben servita dai treni tedeschi e vicina agli aeroporti di Colonia e Düsseldorf; sul versante meridionale, il Lussemburgo offre un altro accesso comodo. La regione è ben coperta da trasporti pubblici che in molti casi accettano le bici, utili per organizzare il rientro senza dover ripercorrere tutto il tracciato.

Il periodo migliore è l'estate piena, in giugno, e l'inizio dell'autunno, a settembre. L'altopiano dell'Hohes Venn ha un clima fresco e mutevole anche d'estate, quindi questi mesi offrono il miglior equilibrio tra giornate lunghe, temperature gradevoli e minore probabilità di nebbia persistente. Sono anche stagioni in cui la greenway, pur amata dai locali nei weekend, resta lontana dall'affollamento delle mete turistiche classiche: nei giorni feriali si pedala spesso in solitudine quasi totale.

Un consiglio pratico: il meteo dell'Eifel è notoriamente capriccioso, con pioggia e cali di temperatura improvvisi anche in piena estate, soprattutto sull'altopiano. Porta sempre una giacca antipioggia e qualcosa di caldo, controlla le previsioni prima di affrontare i tratti più esposti dell'Hohes Venn e approfitta delle vecchie stazioni e dei caffè di paese per ripararti e riscaldarti. Vestito a strati e senza fretta, scoprirai una delle greenway più appaganti e meno turistiche d'Europa.

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