La traversata Kom-Emine sui Balcani centrali
La sezione bulgara del sentiero europeo E3 attraversa l'intera dorsale dello Stara Planina, dal confine serbo fino al Mar Nero. Centinaia di chilometri di crinale con rifugi e creste panoramiche, ancora quasi sconosciuti fuori dai Balcani: uno dei grandi trekking d'Europa rimasto in disparte.
Foto: Gerovitus91 (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Esistono lunghe traversate che hanno fatto la fortuna di intere regioni alpine, e poi c'è la Kom-Emine: un cammino di crinale che taglia la Bulgaria da ovest a est lungo tutta la dorsale dello Stara Planina, il Balcano vero e proprio, quello che ha dato il nome alla penisola. È la sezione bulgara del sentiero europeo E3, va dalla vetta del Kom, vicino al confine serbo, fino a Capo Emine sul Mar Nero, e nonostante l'ampiezza del progetto resta praticamente sconosciuta fuori dai Balcani. Il motivo non è la difficoltà tecnica, ma la mancanza di promozione, di servizi turistici lucidati e di quel passaparola internazionale che riempie altri sentieri a lunga percorrenza.
L'itinerario si percorre tradizionalmente da ovest verso est. Si parte dalla cima del Kom, sopra la cittadina di Berkovitsa, e si segue il crinale principale attraversando alcune delle aree più belle della catena. Il cuore della traversata è il Parco Nazionale dei Balcani Centrali, dove il sentiero lambisce le pareti e i circhi della zona di Botev, la vetta più alta dello Stara Planina. Più a ovest si passa per i grandi valichi storici come Petrohan, mentre verso il centro il percorso tocca il passo di Shipka, luogo simbolo della storia bulgara con il suo monumento sulla cresta. Procedendo a est la montagna si addolcisce, le quote calano e gli ultimi giorni accompagnano dolcemente fino alla costa, dove il sentiero finisce a Capo Emine, sull'orlo del Mar Nero.
È una traversata lunga, da affrontare nell'arco di parecchi giorni consecutivi, e proprio per questo richiede continuità di gamba più che gesti tecnici. Il terreno è prevalentemente da escursionismo di crinale: lunghi tratti su prati sommitali, boschi, qualche salita decisa verso le cime principali e ampie sezioni esposte al sole e al vento. La quota non è estrema, ma il dislivello cumulato giorno dopo giorno si fa sentire, e il meteo sulla cresta può cambiare rapidamente. La segnaletica esiste e in molti tratti è curata dai club alpini locali, ma la qualità varia, quindi cartografia aggiornata e tracce GPS restano indispensabili.
Un punto di forza, raro in questa fascia d'Europa per un trekking così poco frequentato, è la presenza di rifugi di montagna lungo il percorso. Sono strutture spesso semplici, gestite secondo una tradizione escursionistica bulgara consolidata, che permettono di spezzare le tappe senza dover trasportare un'attrezzatura da campo completa. Conviene comunque mettere in conto un certo grado di autonomia, perché non tutti i rifugi sono sempre presidiati o riforniti, e tra l'uno e l'altro le distanze possono essere lunghe.
Per arrivare al punto di partenza ci si appoggia in genere a Sofia, ben collegata, da cui si raggiungono Berkovitsa e la zona del Kom. All'altro capo, la conclusione vicino al Mar Nero è servita dalle località della costa, comode per rientrare. Lungo il tracciato diversi valichi e cittadine ai piedi della cresta consentono di entrare o uscire dal sentiero, il che rende possibile affrontare la traversata anche a tappe, in più viaggi, scegliendo le sezioni più adatte alla propria forma.
Il periodo migliore va dall'inizio dell'estate fino alla fine di agosto, quando le creste sono libere dalla neve e i rifugi più attivi. Anche in piena stagione la solitudine è quasi garantita: incontrerai pastori, qualche escursionista bulgaro e poco altro, lontano dall'affollamento di sentieri ben più celebri. Questo isolamento è il fascino della Kom-Emine, ma impone prudenza, perché il soccorso non è dietro l'angolo e i tratti tra un appoggio e l'altro sono solitari.
Un consiglio pratico: studia in anticipo i punti di approvvigionamento d'acqua e i rifugi tappa per tappa, e non dare per scontato di trovare negozi sulla cresta. Parti con scorte alimentari per più giorni, strati per il freddo e la pioggia anche in piena estate, e valuta di affrontare prima le sezioni centrali del Parco Nazionale dei Balcani Centrali, le più spettacolari, se non hai il tempo per l'intera traversata.