Alto Sangro e Altopiani Maggiori, Abruzzo

La Transiberiana d'Italia in treno storico tra Sulmona e Roccaraso

La Transiberiana d'Italia è una ferrovia panoramica che sale a quote quasi alpine tra Sulmona, gli Altopiani Maggiori e Roccaraso, in Abruzzo. Salvata dalla chiusura e percorsa da treni storici, attraversa altipiani e borghi appenninici in un viaggio lento e spettacolare, lontano dalle mete turistiche più battute.

La Transiberiana d'Italia in treno storico tra Sulmona e Roccaraso

Foto: Zitumassin (Public domain) — Wikimedia Commons

La chiamano la Transiberiana d'Italia, ed è uno dei modi più poetici per scoprire l'Abruzzo interno. Si tratta della ferrovia Sulmona-Castel di Sangro, una linea di montagna costruita a fine Ottocento che sale fino a quote tra le più alte della rete ferroviaria italiana, attraversando altipiani spazzati dal vento, gole e foreste appenniniche. Dismessa dal servizio ordinario e a lungo a rischio di chiusura, è stata salvata e oggi rivive grazie ai treni storici che la percorrono nei fine settimana, trasformando un tragitto in un'esperienza di viaggio lento in sé.

Il viaggio parte di solito da Sulmona, elegante città d'arte ai piedi del Morrone, celebre per i confetti e per il suo centro storico. Da qui il treno comincia a salire, e in poche stazioni il paesaggio cambia radicalmente: si lasciano la valle Peligna e i campi coltivati per entrare negli Altopiani Maggiori d'Abruzzo. Il tratto più celebre attraversa l'altopiano delle Cinquemiglia e raggiunge la stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, una delle più alte d'Italia, immersa in un paesaggio di pascoli e montagne che d'inverno si veste di neve e d'estate di fioriture.

Le fermate sono mete in sé. Pescocostanzo è uno dei borghi più belli d'Abruzzo, con la sua piazza, le botteghe artigiane del merletto e del ferro battuto e l'architettura rinascimentale. Roccaraso è la nota stazione di villeggiatura montana, porta degli Altipiani. Più a sud la linea prosegue verso Castel di Sangro, all'imbocco dell'Alto Sangro e vicino al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Lungo il percorso, gallerie, viadotti e panorami si susseguono offrendo scorci che giustificano in pieno il soprannome ispirato alla grande ferrovia russa.

Il fascino di questa ferrovia sta anche nella sua storia. Costruita in un'epoca in cui portare il treno tra queste montagne era un'impresa ingegneristica ardita, la linea ha rappresentato per decenni un collegamento vitale per comunità altrimenti isolate. Quando il servizio ordinario è stato sospeso, la ferrovia sembrava destinata all'abbandono, come tante linee minori italiane; è stata invece recuperata grazie alla passione di associazioni di appassionati e al progetto delle ferrovie turistiche, che hanno trasformato un patrimonio a rischio in un'occasione di turismo lento e sostenibile. Salire oggi su quei vagoni d'epoca significa anche partecipare a una piccola storia di riscatto, in cui la mobilità dolce diventa strumento per ridare vita ai territori interni.

Il modo di vivere questo itinerario è particolare, perché i treni storici circolano in date programmate, spesso legate a temi stagionali come la fioritura, il foliage autunnale o i mercatini invernali. Conviene quindi consultare in anticipo il calendario delle corse e prenotare il biglietto, perché i posti sui convogli d'epoca sono limitati e molto richiesti dagli appassionati. Per raggiungere il punto di partenza, Sulmona è ben collegata in treno con Roma e con Pescara, il che permette di arrivare comodamente senza auto e di affidarsi interamente alla mobilità su rotaia per tutto il viaggio.

I mesi indicati per questo itinerario sono giugno, luglio e dicembre, ciascuno con un carattere diverso. In giugno e luglio gli altipiani sono in piena estate di montagna: i prati fioriti, l'aria fresca anche quando in pianura si soffoca, e le giornate lunghe rendono il viaggio luminoso e ideale per chi cerca refrigerio in quota lontano dalle coste affollate. Dicembre, invece, è il mese della neve, quando la Transiberiana attraversa un paesaggio bianco e i borghi si animano di atmosfere natalizie, regalando il fascino del treno storico nel cuore dell'inverno. Sono periodi che, pur essendo apprezzati, mantengono l'esperienza lontana dal turismo di massa, perché la formula stessa del treno storico a posti limitati distribuisce i visitatori e preserva la quiete dei piccoli borghi attraversati.

Un consiglio pratico: vestiti a strati e portati dietro qualcosa di caldo anche in estate, perché alle quote degli altipiani le temperature scendono sensibilmente e il vento può essere pungente; in inverno, abbigliamento da neve è d'obbligo per godersi le soste nei borghi. Arriva a Sulmona con anticipo per non perdere la partenza e, se puoi, scegli un finestrino sul lato panoramico. Soprattutto, prenditi il tempo di scendere alle fermate e camminare nei paesi: la Transiberiana non è solo il treno, ma tutto ciò che incornicia lungo il suo lento salire in montagna.

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