La scala di marmo del Bo: il cuore segreto della scienza padovana
Dentro l'antica università di Padova, una scala monumentale e il primo anfiteatro anatomico stabile d'Europa attendono chi sceglie di rallentare, lontano dalle code dei luoghi piu fotografati del Veneto.
Foto: Hoary (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Padova viene quasi sempre attraversata in fretta, sulla strada per Venezia. Eppure, dietro il portone di Palazzo del Bo, sede storica dell'Universita, si nasconde uno dei luoghi piu intensi e meno frequentati della citta. Il cortile interno, raccolto e ombroso, accoglie chi entra con un silenzio inatteso, lontano dal viavai di via VIII Febbraio. Qui le pietre raccontano secoli di studio, e gli stemmi degli studenti che si arrampicano sulle pareti formano un mosaico di memoria che pochi turisti si fermano davvero a leggere.
Salendo la grande scala di marmo si arriva al pezzo forte: il teatro anatomico, costruito alla fine del Cinquecento e considerato il primo anfiteatro anatomico stabile pensato per la dissezione e l'insegnamento. E uno spazio piccolo, verticale, vertiginoso: gli anelli di legno scuro si stringono verso il basso come l'imbuto di un pozzo. Stando in piedi tra quelle balaustre consumate si percepisce la tensione di chi, secoli fa, veniva qui a guardare il corpo umano come territorio da esplorare.
La visita avviene solo con guida e in piccoli gruppi, su prenotazione: una scelta che protegge il luogo e regala un'esperienza intima, senza la calca delle grandi attrazioni venete. Vale la pena combinarla con la cattedra da cui, si dice, insegno Galileo, e con gli ambienti universitari che ancora oggi vivono e respirano. Non e un museo congelato, ma un'istituzione viva.
Per godersela davvero conviene scegliere i mesi piu tranquilli, lontano dall'estate e dalle sessioni piu affollate. Padova si gira a piedi, tra portici e piazze, e il Bo e l'occasione per scoprire una citta che premia chi ha la pazienza di guardare oltre la fretta del transito verso la laguna.