L'Alta Via dei Monti Lattari sopra la Costiera
Sulla dorsale dei Monti Lattari, in Campania, un lungo crinale escursionistico domina dall'alto la Costiera Amalfitana e Sorrentina restando quasi deserto, mentre i sentieri famosi che corrono sotto, a picco sul mare, vengono presi d'assalto da migliaia di camminatori.
Foto: No machine-readable author provided. Giaros assumed (based on copyright claims). (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
La Costiera Amalfitana sa essere claustrofobica. Sul Sentiero degli Dei, nelle giornate di primavera, si cammina in fila indiana e ci si ferma per lasciar passare chi torna indietro. Eppure basta salire di qualche centinaio di metri, sulla dorsale che separa il versante del mare da quello del golfo di Napoli, per ritrovare il silenzio. L'Alta Via dei Monti Lattari percorre proprio questa spina dorsale calcarea, e la maggior parte di chi affolla i borghi costieri non sospetta nemmeno che esista.
L'itinerario classico parte dalla zona di Cava de' Tirreni e di Corpo di Cava, dove l'imponente Abbazia della Santissima Trinità segna l'inizio simbolico del cammino verso ovest. Da qui il percorso guadagna quota tra boschi di castagno e faggio fino alle praterie sommitali. Uno dei punti cardine è il Valico di Chiunzi, sopra Tramonti, con la sua torre medievale e l'affaccio improvviso sul mare di Maiori. Proseguendo si raggiunge la zona del Monte Cerreto e del Monte Sant'Angelo a Tre Pizzi, le cime più alte della catena, che sfiorano i 1.400 metri e da cui lo sguardo abbraccia contemporaneamente il golfo di Salerno e quello di Napoli.
Il tratto centrale tocca il Santuario di Maria Santissima Avvocata, sopra Maiori, balcone spettacolare raggiungibile anche con una salita a parte da chi vuole solo un assaggio. Da lì la dorsale prosegue verso il Valico di Agerola, sovrastato dai Tre Calli, paese caseario noto per il fior di latte, vera porta d'accesso anche al sottostante Sentiero degli Dei. Chi continua punta verso il Monte Faito, raggiungibile pure con la storica funivia da Castellammare di Stabia, e infine verso l'estremità della penisola sorrentina, sopra Sant'Agata sui Due Golfi e Punta Campanella, dove la terra finisce di fronte a Capri.
Il bello di questa traversata è che si può fare a tappe indipendenti. Pochi la percorrono per intero in più giorni; molti ne staccano segmenti di una giornata, salendo dai paesi della costa o dell'entroterra e tornando a valle con i mezzi. I borghi alti come Agerola, Tramonti, Pimonte e Sant'Agata offrono posti letto a prezzi più umani di Positano o Amalfi, ed è da lì che conviene impostare le basi.
Per arrivare, il riferimento è la stazione Circumvesuviana o la rete di autobus SITA che collega Sorrento, Amalfi e i paesi costieri. Da Castellammare di Stabia si sale al Faito in funivia, mentre Agerola e Tramonti si raggiungono in pullman da Amalfi. Una volta in quota ci si muove a piedi: il consiglio è di non puntare a chiudere tutto, ma di scegliere una sezione, salire la mattina presto e scendere su un versante diverso da quello di partenza, sfruttando le corse dei bus per il rientro.
Il periodo ideale è la tarda primavera, tra maggio e giugno, quando le ginestre fioriscono sui pendii e l'aria in quota resta fresca anche mentre la costa già soffoca. L'altra finestra d'oro è ottobre, con i castagneti che virano al rame e una luce tersa che rende nitide tutte e due le marine. Sono mesi in cui la costiera sotto è ancora o di nuovo affollata, ma il crinale appartiene a chi sa salirci: si possono camminare ore incrociando solo qualche pastore o un paio di escursionisti locali.
Un'avvertenza pratica conta più di ogni altra: in alto l'acqua scarseggia e l'ombra pure, sui tratti di prateria sommitale. Si parte con scorta abbondante e si riempiono le borracce alle fontane dei paesi prima di salire. La calura estiva, da luglio ad agosto, è da evitare proprio per la mancanza di ripari, e la nebbia che a volte risale dal mare può cancellare i sentieri di cresta: meglio una giornata limpida e una partenza all'alba, quando la costiera dorme ancora e il crinale è tutto vostro.