Altopiano della Sila, Calabria

Il trenino della Sila: a scartamento ridotto da Camigliatello a San Nicola

Sull'Altopiano della Sila, in Calabria, una ferrovia turistica d'epoca attraversa pinete e laghi d'altura. Resta fuori dai radar perche' funziona solo in alcuni giorni e periodi, lontano dalle rotte di massa della costa.

Il trenino della Sila: a scartamento ridotto da Camigliatello a San Nicola

Foto: Samuele1607 (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

C'e' una Calabria che quasi nessuno cerca: quella di montagna, fatta di pini larici, prati d'altura e silenzi. Mentre le coste si riempiono, l'Altopiano della Sila resta defilato, e il modo piu' bello per scoprirlo e' salire a bordo del trenino delle Ferrovie della Calabria, una linea a scartamento ridotto che oggi sopravvive come tratta turistica. Non e' un treno comodo e veloce: e' lento per scelta, e proprio per questo regala un punto di vista che dall'auto non avresti mai.

Il viaggio parte di solito da Camigliatello Silano, frazione di Spezzano della Sila, piccola stazione di villeggiatura immersa nei boschi. Da qui il convoglio si arrampica con calma seguendo l'antico tracciato verso San Nicola-Silvana Mansio, una delle stazioni ferroviarie piu' alte d'Europa. La salita attraversa pinete fitte, radure e tratti in cui il bosco si apre lasciando intravedere i pascoli. E' un percorso breve in chilometri ma denso di paesaggio, pensato per essere assaporato finestrino aperto.

Intorno alla ferrovia ruota tutto il resto dell'altopiano. A breve distanza si trova il Lago Cecita (o Mucone), bacino artificiale incastonato tra le colline boscose, punto di partenza per camminate e per visitare l'area del Parco Nazionale della Sila. Verso sud si raggiunge il Lago Arvo, attorno al quale si distende il borgo di villeggiatura di Lorica, base ideale per chi vuole alternare il treno a una giornata sul lago o sui sentieri. Non lontano resta la riserva dei Giganti della Sila a Fallistro, un bosco di pini larici e aceri secolari altissimi, tra gli alberi monumentali piu' celebri del Sud: una passeggiata breve, adatta a tutti, che da sola vale la salita in quota.

Per arrivare conviene avere l'auto fino in Sila: Camigliatello si raggiunge da Cosenza risalendo verso l'altopiano, e Cosenza e' a sua volta collegata dall'autostrada e dalla ferrovia nazionale. Una volta su, il trenino diventa l'esperienza centrale della giornata, ma per muoversi tra i laghi e i borghi (Camigliatello, Lorica, San Giovanni in Fiore) l'auto resta utile, perche' i collegamenti pubblici interni sono limitati e pensati piu' per i residenti che per i turisti. Importante: la ferrovia turistica circola solo in determinati giorni e periodi dell'anno, quindi verifica sempre il calendario e prenota prima di salire in quota.

Il periodo che ti suggerisco e' la piena estate, luglio e agosto, quando l'altopiano e' una via di fuga fresca dal caldo della costa: mentre il litorale e' affollato, qui trovi temperature miti, prati verdi e boschi profumati. Ottobre e' l'altra finestra preziosa: il foliage tinge faggete e radure, l'aria e' tersa e i pochi visitatori estivi sono gia' spariti. In entrambi i casi la Sila non e' una meta da assalto: la frequentano soprattutto calabresi e qualche viaggiatore curioso, e questo basta a tenerla lontana dalla calca.

Un consiglio pratico: tratta il trenino come il cuore di un weekend lento, non come una semplice attrazione mordi-e-fuggi. Arriva il giorno prima, dormi in uno dei borghi dell'altopiano, e abbina la corsa in ferrovia a una camminata ai Giganti di Fallistro o sulle rive di un lago. Porta una felpa anche d'estate, perche' in quota la sera rinfresca davvero, e scarpe comode per i sentieri. E mettiti nell'ordine di idee giusto: qui non si corre, si guarda fuori dal finestrino e si lascia che il bosco scorra piano.

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