Il Sentiero Italia attraverso l'Aspromonte selvaggio
Il tratto calabrese del Sentiero Italia attraversa il Parco Nazionale dell'Aspromonte, un massiccio di fiumare e foreste che la cattiva fama tiene lontano dai trekker. Una traversata di crinale che regala solitudine totale in una delle montagne meno frequentate del Sud.
Foto: Sargon24 (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
L'Aspromonte ha pagato a lungo il prezzo della sua fama nera, quella della cronaca e dei sequestri, e ancora oggi molti escursionisti lo scartano per pregiudizio. E' un peccato e insieme una fortuna: peccato perche' si privano di una delle montagne piu' selvagge e sorprendenti d'Italia, fortuna per chi ci va, perche' qui la solitudine e' totale. Il Parco Nazionale dell'Aspromonte e' un massiccio inciso da profonde fiumare, ammantato di faggete e di pinete, con cime che superano i millenovecento metri e che dal mare sembrano impossibili. Il Sentiero Italia, la grande dorsale escursionistica che percorre tutta la penisola, lo attraversa offrendo una traversata di crinale tra le piu' remote del cammino.
Uno dei punti piu' iconici e' Montalto, la vetta piu' alta del massiccio, sormontata da una grande statua del Redentore e da un belvedere da cui, nelle giornate terse, lo sguardo abbraccia entrambi i mari, lo Ionio e il Tirreno, e all'orizzonte l'Etna fumante. Da qui partono e si incrociano molti sentieri, e il paesaggio cambia di continuo: dalle faggete d'alta quota si scende verso boschi piu' caldi e verso le testate delle fiumare.
Il massiccio nasconde meraviglie che pochi conoscono. La Cascata Maesano, vicino a Gambarie, e' un salto d'acqua spettacolare raggiungibile con una camminata nel bosco. La Valle delle Grandi Pietre custodisce monoliti rocciosi dalle forme fantastiche, come la Pietra Cappa, uno dei monoliti piu' grandi d'Europa, e le rocce di San Pietro, mete di un percorso che parte dai dintorni di Natile e Antonimina. Le fiumare, come la Amendolea e la Bonamico, sono fiumi larghissimi e quasi asciutti d'estate, autostrade di pietra che spaccano la montagna e che da sole raccontano la forza dell'acqua su questa terra.
Gambarie d'Aspromonte e' il centro logistico naturale per chi vuole esplorare la parte alta: piccola stazione di montagna sul versante tirrenico, dotata di impianti e di posti letto, e' il punto da cui si imboccano molti itinerari verso Montalto e le faggete. Sul versante opposto, i paesi della Locride e dell'area grecanica fanno da base per le tappe meridionali, mentre verso nord il sentiero prosegue collegandosi al resto della dorsale calabrese.
Questa non e' una montagna da affrontare con leggerezza. I sentieri non sempre sono segnalati con cura, la copertura telefonica e' a tratti assente, le fiumare possono essere insidiose e l'orientamento richiede esperienza. Per chi non conosce i luoghi, affidarsi alle guide del parco o alle sezioni del Cai locali e' la scelta piu' saggia, oltre che il modo migliore per cogliere quello che la montagna nasconde. Chi ha mestiere puo' organizzare traversate di piu' giorni appoggiandosi ai rifugi e ai paesi, ma sempre informandosi prima sullo stato dei sentieri e dei guadi.
Per arrivare, il riferimento e' Reggio Calabria, da cui si sale a Gambarie con una strada panoramica che in poco tempo porta dal mare ai milletrecento metri della stazione. Il versante ionico si raggiunge dalla statale jonica e dai paesi della Locride. L'auto e' di fatto indispensabile per raggiungere gli imbocchi dei sentieri, spesso lontani dai centri abitati e mal serviti dai mezzi.
Il periodo ideale e' la tarda primavera, tra maggio e giugno, quando le faggete esplodono di verde nuovo, le fiumare hanno ancora acqua e i prati d'alta quota fioriscono; oppure ottobre, con i boschi che si accendono di rosso e di oro e l'aria limpida che spalanca i panorami sui due mari. L'estate puo' essere torrida alle quote basse e secca lungo le fiumare, mentre maggio e ottobre offrono temperature perfette per camminare. Sono i mesi in cui le coste calabresi sono ancora o di nuovo affollate, e l'Aspromonte invece resta vuoto come sempre, regalando a chi sale un silenzio che altrove non esiste piu'.
Un ultimo consiglio: non sottovalutate mai questa montagna. Partite con acqua abbondante, scarpe serie e la rotta studiata, e dite sempre a qualcuno dove siete diretti. L'Aspromonte ripaga il rispetto con una bellezza che pochissimi italiani conoscono, e punisce la sprovvedutezza piu' di tante cime piu' famose.