Il Sentiero del Centenario sul Gran Sasso
Sul Gran Sasso d'Italia, in provincia dell'Aquila, il Sentiero del Centenario e una traversata di cresta aerea ed esposta tra le vette piu alte dell'Appennino. Un itinerario severo, riservato a pochi escursionisti molto esperti.
Foto: Idéfix (Public domain) — Wikimedia Commons
Il Gran Sasso e la montagna piu alta dell'Appennino, e il Sentiero del Centenario ne percorre la spina dorsale piu selvaggia. Tracciato dal CAI dell'Aquila per celebrare il centenario della sezione, e una traversata di cresta lunga e impegnativa che si svolge quasi interamente in quota, lontano dai rifugi affollati e dalle funivie. Proprio la sua difficolta lo tiene fuori dai circuiti escursionistici di massa: qui non arrivano le folle, ma solo chi ha esperienza, allenamento e la consapevolezza di muoversi su terreno serio.
L'itinerario corre lungo la lunga dorsale orientale del massiccio, una successione di vette, forcelle e creste rocciose con le pareti che precipitano da entrambi i lati. Si attraversano cime come il Monte Brancastello, il Monte Prena e il Monte Camicia, quest'ultimo celebre per il suo enorme versante nord, una delle pareti piu imponenti dell'Appennino. Il percorso si affaccia da un lato sull'altopiano di Campo Imperatore, la grande prateria d'alta quota soprannominata il piccolo Tibet, e dall'altro sui valloni profondi che scendono verso il versante teramano.
E un sentiero aereo nel senso pieno del termine: lunghi tratti su filo di cresta, passaggi esposti, salti di roccia attrezzati con cavi e brevi arrampicate che richiedono l'uso delle mani. Non e un percorso da affrontare con leggerezza. Serve passo sicuro, totale assenza di vertigini, capacita di orientamento e di gestione del rischio, oltre a un equipaggiamento adeguato che molti scelgono di integrare con casco e protezioni da ferrata nei punti piu delicati. La lunghezza e l'impegno fanno si che venga generalmente percorso da escursionisti gia abituati all'alta montagna, spesso spezzandolo con un bivacco in quota.
Proprio per questo il Centenario non e per tutti, e nessuna guida seria lo consiglierebbe a chi non ha gia accumulato esperienza su terreni simili. Le difficolta tecniche, l'esposizione e la lunghezza lo collocano tra gli itinerari piu severi dell'Appennino centrale. Chi non se la sente puo comunque assaporare l'ambiente percorrendo solo i primi tratti dai punti di accesso, per poi tornare indietro senza impegnarsi nei passaggi piu critici. Anche cosi il colpo d'occhio sulle creste e sui valloni ripaga ampiamente la fatica, e permette di capire perche questo angolo del Gran Sasso resti tanto frequentato dagli appassionati quanto sconosciuto al turismo ordinario.
Il punto di partenza piu comodo si trova nell'area di Campo Imperatore, raggiungibile da L'Aquila risalendo verso Assergi e poi in quota lungo la strada che porta all'altopiano, dove si appoggiano i rifugi e gli osservatori. Da qui si guadagna la cresta. Trattandosi di una traversata, l'uscita avviene in un punto diverso dall'ingresso, quindi va organizzata in anticipo la logistica del rientro, perche i mezzi pubblici in quota sono scarsi e stagionali.
Il periodo adatto e ristretto all'estate piena, luglio e agosto, quando le creste sono libere dalla neve e il meteo e mediamente piu stabile. Anche cosi, sul Gran Sasso i temporali pomeridiani sono frequenti e violenti, e la nebbia puo avvolgere la cresta in pochi minuti rendendo l'orientamento difficile. Camminare di prima mattina, quando l'aria e limpida e la luce radente accende la roccia, e anche il modo migliore per godersi la solitudine di queste vette prima che il cielo cambi.
Un consiglio pratico, che vale piu di ogni altro: non avventurarsi su questo sentiero senza aver verificato le condizioni meteo per l'intera giornata e senza un margine di sicurezza. Parti all'alba per avere il tempo di completare la traversata o di rinunciare in tempo, valuta onestamente le tue capacita e quelle dei compagni, e ricorda che su una cresta esposta il vero alpinista e quello che sa anche tornare indietro. Affrontato con rispetto, il Centenario regala una delle traversate piu emozionanti e solitarie dell'intero Appennino.