Da Varaždin a Osijek lungo il Drava, Croazia

Il Drava croato: la pianura fluviale di Podravina

Mentre tutti affollano la costa adriatica, l'entroterra continentale della Croazia resta vuoto. Da Varaždin a Osijek, il tratto croato del Drauradweg segue il fiume Drava tra golene, riserve naturali e cittadine barocche dimenticate, su un percorso pianeggiante e silenzioso.

Il Drava croato: la pianura fluviale di Podravina

Foto: Emes (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

La Croazia, nell'immaginario di chi viaggia, è quasi solo mare: isole, calette, città di pietra affacciate sull'Adriatico. Eppure esiste un'altra Croazia, continentale e fluviale, che la maggior parte dei turisti non vede nemmeno di sfuggita. È la pianura del Drava, la regione della Podravina, dove un grande fiume alpino rallenta, si allarga e disegna un paesaggio di golene, boschi ripariali e campagne ordinate. Qui passa il tratto croato del Drauradweg, la lunga ciclabile del Drava che nasce sulle Alpi, e qui si pedala in un silenzio che sulla costa è ormai impensabile.

Il punto di partenza naturale è Varaždin, gioiello barocco spesso definito la piccola Vienna croata, con il suo castello bianco, le facciate color pastello e un centro storico curato che da solo vale il viaggio. Da lì si scende verso est seguendo il corso del Drava. Il fiume, sfruttato a monte da diversi bacini idroelettrici, alterna tratti regolati ad ampie zone naturali di grande valore: la regione è riconosciuta come riserva della biosfera transfrontaliera, un corridoio di acque e foreste che attraversa più Paesi. Lungo il percorso si incontrano laghi, canali e aree umide popolate da aironi, cormorani e una ricchissima avifauna.

Proseguendo si tocca Koprivnica, città a misura di bicicletta e celebre per la tradizione della pittura naïf dei villaggi vicini, poi ci si addentra nella Podravina più profonda, tra paesi rurali, chiese di campagna e l'ospitalità schietta della gente. Più a est l'itinerario punta verso la Slavonia e la sua capitale, Osijek, elegante città sulla Drava poco prima che il fiume confluisca nel Danubio. Il suo quartiere fortificato della Tvrđa, di impianto barocco, è uno dei più belli e meno visitati della Croazia. Nei dintorni si apre il Parco Naturale di Kopački Rit, una delle zone umide più importanti d'Europa, tra le confluenze di Drava e Danubio: un paradiso da esplorare con calma.

L'itinerario è quasi interamente pianeggiante, il che lo rende accessibile a chiunque sappia stare in sella per qualche ora. Il fondo alterna asfalto ad argini e strade bianche lungo i terrapieni del fiume; alcuni tratti corrono su stradine di campagna a basso traffico. Non ci sono salite degne di nota e l'impegno è tutto nella distanza e nel ritmo che si vuole tenere, non nel dislivello. È un cicloturismo lento, da contemplazione, più che da prestazione.

Per arrivarci, Varaždin e Osijek sono raggiungibili in treno e autobus dalla rete croata; Zagabria è lo snodo principale e l'aeroporto di riferimento. Una volta sul percorso ci si muove benissimo in autonomia, e i trasporti pubblici aiutano a coprire i tratti meno scenografici o a rientrare al punto di partenza.

Il periodo ideale è la tarda primavera, a maggio, quando la pianura è verde e gli uccelli nidificano nelle golene, oppure settembre, con le sue luci dorate e le temperature più miti. Sono mesi in cui, mentre la costa è ancora o di nuovo presa d'assalto, l'entroterra del Drava resta praticamente deserto di turisti: si evitano sia la calura afosa dell'estate continentale sia la folla balneare, e si gode di un'ospitalità più genuina e di prezzi più bassi.

Un consiglio pratico: nell'entroterra croato l'inglese è meno diffuso che sulla costa e i servizi turistici sono radi, quindi pianifica per tempo le tappe e gli alloggi, magari nelle fattorie e nelle pensioni familiari della Podravina. Porta contanti per i piccoli locali di paese e non perdere l'occasione di fermarti a tavola: la cucina continentale croata, robusta e poco conosciuta, è una delle scoperte più belle di questo viaggio.

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