Basso Molise verso la Puglia

I Tratturi del Molise sul Cammino di San Nicola verso la Puglia

Un itinerario rurale lungo i tratturi del basso Molise fino al mare, tra masserie, taverne diroccate e campagne silenziose. Si attraversa una delle regioni meno visitate d'Italia, dove l'incontro con un altro viandante è quasi un evento.

I Tratturi del Molise sul Cammino di San Nicola verso la Puglia

Foto: PaestumPaestum (CC BY 4.0) — Wikimedia Commons

Il Molise è la regione che gli italiani stessi faticano a collocare sulla cartina, e proprio per questo regala a chi cammina una cosa rara: lo spazio tutto per sé. Lungo gli antichi tratturi del basso Molise corre un itinerario rurale che scende verso la Puglia e verso il mare Adriatico, intrecciandosi con la devozione popolare per San Nicola, il santo le cui reliquie sono custodite a Bari e meta di pellegrinaggi da secoli. Qui non ci sono folle, non ci sono code ai punti panoramici: ci sono masserie isolate, taverne diroccate inghiottite dai rovi e un silenzio che all'inizio quasi spiazza.

Il cuore di questo cammino è la rete tratturale che attraversa il Molise, con tracciati storici come il Celano-Foggia e il Castel di Sangro-Lucera che solcano la regione da nord a sud. Un buon riferimento di partenza è la zona dell'alto Molise e dei suoi borghi di pietra, da cui si scende lentamente verso il basso Molise. Si attraversano paesi come Frosolone, noto per i suoi coltelli, e si punta verso l'area di Larino, antica città romana e medievale con il suo anfiteatro, la cattedrale gotica e le tracce di una storia stratificata che pochi conoscono.

Da Larino il percorso prosegue verso la costa, attraversando le campagne del Basso Molise dove i tratturi si fanno strada tra campi coltivati, oliveti e vigne. Si incontrano le cosiddette taverne, antiche stazioni di sosta lungo le vie armentizie, oggi spesso ridotte a ruderi avvolti dalla vegetazione, e le masserie fortificate che punteggiano il paesaggio. L'avvicinamento al mare porta verso Termoli, l'unico vero centro turistico della costa molisana, con il suo borgo antico raccolto sul promontorio, il castello svevo e la piccola cattedrale romanica. Da qui, idealmente, lo sguardo e il cammino proseguono verso la Puglia di San Nicola.

Per arrivare, il Molise si raggiunge in treno fino a Termoli sulla linea adriatica, oppure via Campobasso e Isernia dall'interno; gli autobus regionali collegano i centri principali ma con corse non frequenti, quindi conviene studiare bene gli orari. Muoversi a piedi lungo i tratturi richiede autonomia: la segnaletica è migliorata negli ultimi anni grazie ai progetti di valorizzazione, ma resta a tratti incerta, e una buona traccia GPS o una mappa dettagliata sono indispensabili. L'ospitalità è genuina e a misura d'uomo, fatta di agriturismi, piccoli bed and breakfast e accoglienza familiare nei borghi.

I mesi consigliati sono aprile, maggio e ottobre. La primavera tinge le campagne di verde e di fiori, con temperature ideali per camminare a lungo, mentre ottobre porta la luce dorata della vendemmia e dell'olivo, giornate ancora tiepide e una quiete profonda. L'estate, specie nelle zone basse vicino alla costa, può essere afosa e meno piacevole per le lunghe tappe. La ragione per cui qui non si incontra quasi nessuno è semplice: il Molise resta tra le regioni meno visitate d'Italia, fuori dai circuiti turistici di massa, e questo significa strade vuote, campagne intatte e accoglienza non standardizzata.

Un consiglio pratico: pianifica con cura l'acqua e i pasti, perché tra un borgo e l'altro si attraversano zone agricole con pochissimi servizi, e molte taverne lungo il cammino sono ormai solo ruderi. Conviene anche partire presto al mattino, così da coprire le tappe più lunghe nelle ore fresche e arrivare nei paesi con la luce, quando i bar e le trattorie sono ancora aperti. Approfitta delle soste nei paesi per mangiare nelle trattorie locali, dove i piatti della tradizione molisana, dai cavatelli alle verdure di campo, raccontano il territorio meglio di qualsiasi guida, e fermati a scambiare due parole con chi incontri: in Molise l'accoglienza è spontanea e capita spesso di essere invitati a entrare. E non avere fretta: il fascino di questo itinerario sta proprio nel ritmo lento, nel lasciarsi sorprendere da una masseria abbandonata o da un campanile che spunta all'orizzonte dopo ore di silenzio.

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