Gran Sasso e Campo Imperatore: trekking nel piccolo Tibet
Campo Imperatore, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo, e' un altopiano d'alta quota soprannominato il piccolo Tibet: praterie sterminate intorno ai 1800 metri, cavalli bradi e rifugi isolati. Un paesaggio di solitudine assoluta che resta poco frequentato dal turismo di montagna piu' battuto.
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Lo chiamano il piccolo Tibet, e basta arrivarci una volta per capire perche'. Campo Imperatore e' un altopiano immenso, sospeso intorno ai 1800 metri di quota nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Abruzzo. Una distesa di praterie senza alberi, percorsa dal vento, dove lo sguardo corre libero fino alle creste del Corno Grande, la cima piu' alta dell'Appennino. E' un luogo di silenzi grandi, dove l'idea di folla semplicemente non esiste.
Quello che rende Campo Imperatore cosi' particolare e' la sua scala. Non e' la classica valle alpina chiusa tra i versanti: e' un altopiano aperto, quasi una steppa d'alta quota, dove pascolano liberi cavalli e mandrie di vacche allo stato brado. Camminare qui significa attraversare orizzonti larghissimi, con la roccia chiara del massiccio che cambia colore a ogni ora del giorno. La sensazione di vuoto e di immensita' e' rara da trovare in Italia.
Il punto di riferimento e' lo storico albergo e l'osservatorio di Campo Imperatore, raggiungibili in auto lungo la strada che sale da Fonte Cerreta, oppure con la funivia che parte dalla base. Da qui si aprono i sentieri piu' belli. Il pianoro stesso si presta a passeggiate facili e contemplative, adatte anche a chi non e' allenato, semplicemente seguendo le tracce tra l'erba con il Corno Grande sempre davanti. Chi cerca qualcosa di piu' impegnativo trova invece l'ambiente d'alta montagna del massiccio: la salita verso il rifugio Duca degli Abruzzi, arroccato su un crinale panoramico, e gli itinerari piu' alpinistici verso le vette, che richiedono esperienza, attrezzatura e passo sicuro. Poco distante c'e' anche Fonte Vetica, con la sua piana e l'eco delle storie di pastori che qui hanno vissuto per secoli.
L'altopiano e' anche un luogo della memoria. E' qui che Mussolini venne tenuto prigioniero e poi liberato nel 1943, e l'albergo conserva il ricordo di quella vicenda. Ma soprattutto e' un paesaggio modellato dalla transumanza e dalla pastorizia, ancora vive, che danno alla zona prodotti come i formaggi di montagna e i celebri arrosticini.
Per arrivarci, il riferimento e' L'Aquila, da cui si sale verso Assergi e l'imbocco della strada per l'altopiano. In auto la salita e' panoramica e spettacolare; in alternativa la funivia del Gran Sasso porta in quota comodamente. Una volta sopra, ci si muove a piedi: non ci sono trasporti interni, ed e' proprio questa la sua forza. Conviene partire attrezzati e autonomi, perche' i punti di appoggio sono pochi e distanti tra loro.
Il periodo giusto e' l'estate e l'inizio dell'autunno. Giugno regala praterie verdi e fioriture, luglio le giornate piu' lunghe e stabili, settembre una luce limpida e le prime sfumature dorate. In questi mesi la neve si e' ritirata e i sentieri sono percorribili, mentre per gran parte dell'anno l'altopiano resta innevato e impraticabile. Anche in piena stagione, pero', la vastita' del luogo fa si' che ci si senta soli: le persone si disperdono nello spazio enorme e bastano pochi passi per non incontrare piu' nessuno. E' un tipo di solitudine che altrove, sulle montagne piu' alla moda, e' ormai impossibile trovare.
Un consiglio pratico: il meteo a Campo Imperatore cambia in fretta e il vento puo' essere forte e gelido anche d'estate. Parti la mattina presto, porta strati caldi, giacca antivento, acqua e qualcosa da mangiare, perche' lassu' non trovi nulla lungo il cammino. Controlla le previsioni prima di salire ed evita l'altopiano quando arrivano i temporali pomeridiani, frequenti nei mesi caldi. Se puoi, fermati fino al tramonto o all'alba: quando la luce si abbassa e i cavalli si stagliano contro il cielo, il piccolo Tibet diventa uno dei posti piu' magici dell'intero Appennino.