Gerace, la città di pietra sospesa sopra la Locride
Un borgo medievale calabrese arroccato su uno sperone di roccia, dove vicoli silenziosi, una grande cattedrale normanna e lo sguardo sul mar Ionio raccontano una Calabria lontana dai circuiti del turismo di massa.
Foto: Effems (CC0) — Wikimedia Commons
C'è un punto, salendo dalla costa ionica della Locride, in cui la strada smette di correre e comincia ad arrampicarsi. In cima trovi Gerace, un borgo di pietra issato su uno sperone roccioso che domina vallate e ulivi fino al mare. Da quassù il silenzio è la prima cosa che noti: niente file, niente bus turistici in coda, solo il vento e qualche voce che rimbalza tra i muri antichi.
Il cuore del paese è un dedalo di vicoli stretti, archi, portali in pietra e piccole chiese che spuntano all'improvviso dietro una curva. La cattedrale, una delle più grandi della Calabria, è il monumento che tutti citano: una basilica di impianto medievale, sobria e imponente, con colonne di recupero che raccontano stratificazioni di secoli. Ma il bello di Gerace è camminarla senza una meta precisa, lasciando che siano i larghi panoramici e le botteghe artigiane a dettare il ritmo della giornata.
Qui l'undertourism non è una posa: è la condizione naturale di un borgo che la grande corrente dei viaggi ha in gran parte ignorato. Le ceramiche lavorate a mano, il pane, i formaggi e i vini della zona si trovano ancora nelle mani di chi li produce, e fermarsi a parlare con un artigiano o con l'oste è parte dell'esperienza. Conviene pernottare almeno una notte: al tramonto, quando i gitanti rientrano verso la costa, il paese si svuota e diventa quasi tuo.
Per goderlo senza caldo e senza la modesta affluenza estiva, scegli la primavera o l'autunno, quando la luce è morbida e le temperature invitano a salire e scendere per i vicoli. Gerace si raggiunge facilmente in auto dalla statale ionica, e può diventare la base per esplorare l'entroterra della Locride, dai borghi grecanici ai sentieri dell'Aspromonte.